L’Assemblea Regionale Siciliana è chiamata oggi ad approvare il disegno di legge sull’editoria. Un atto importante per il futuro e la sopravvivenza delle 104 emittenti televisive siciliane che stanno attraversando un momento di grave difficoltà economica, costrette a licenziare personale specializzato.La proposta di legge è stata voluta dal presidente di LES (Libere emittenti siciliane) Sebi Roccaro che però segnala come al testo, al vaglio degli inquilini a Palazzo dei Normanni, sono state apportate delle modifiche che non sono gradite dagli stessi editori.
Nello specifico, Roccaro pone l’accento sui parametri che devono rispettare le aziende editoriali per poter accedere ai benefici della Legge.
Secondo le Libere Emittenti Siciliane, così come viene proposto, il disegno di legge potrebbe favorire solo un paio di grossi editori e non la maggior parte delle aziende editoriali.
Per questo motivo l’associazione ha proposto ai gruppi parlamentari presenti all’ARS diversi emendamenti.
Tra gli emendamenti c’è anche quello relativo all’introduzione del credito di imposta per le aziende che investono in pubblicità.
“Il ruolo dell’informazione in Sicilia rispetto a tutto il resto d’Italia – ha affermato Sebi Roccaro – è unico, perché la presenza di oltre 100 tv locali e di altrettante radio, nonché di affermati quotidiani e periodici garantiscono una pluralità come in nessun altra regione d’Italia”.
L’auspicio del Presidente Sebi Roccaro è che il testo di legge venga approvato con le modifiche proposte dagli stessi editori.
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