Assenza dei servizi primari, mancanza di adeguati controlli, problemi di carattere igienico–sanitario e scelta non adeguata dei luoghi. Questi sono alcuni dei disservizi segnalati dai commercianti presenti in questi giorni a Favara in occasione della tradizionale Fiera d’Ottobre.Gli espositori c’hanno anche detto che devono far fronte alla grave crisi economica che sta condizionando pesantemente le loro attività di vendita.
Ma andiamo per ordine e analizziamo le lamentele dimostrate.
Sull’assenza in Fiera dei bagni chimici ve ne avevamo già parlato sabato scorso: un problema sentito non solo dagli espositori ma anche dai visitatori che in caso di necessità devono arrangiarsi alla meno peggio.
Un altro problema segnalato è stato quello relativo alla sicurezza. Dallo scorso mese di Agosto, gli agenti del locale corpo di Polizia Municipale sono in stato di agitazione perché il Comune deve pagare loro spettanze relative a servizi straordinari e di reperibilità già svolti.
Condizione quest’ultima che porta alla presenza in fiera dei Vigili Urbani solo nelle ore di normale servizio, ovvero dalle ore 08:00 alle ore 20:00.
Può capitare, come è successo oggi, che alcuni ignari automobilisti, non trovando nessuna segnaletica e/o ostacolo, hanno percorso liberamente la Via Cicero e Di Francisca intralciando così le attività della fiera.
Terzo punto in oggetto sono i problemi di carattere igienico–sanitario, segnalato dagli ambulanti di Piazza della Pace.
I venditori di mobili, ceramiche e ceste in vimini hanno da ridire anche sulla scelta del Comune di spostarli da Piazza della Vittoria a Piazza della Pace.
Secondo i commercianti, la fiera di Favara per come è disposta, è troppo dispersiva e la loro lontananza dal resto degli stand provoca una perdita economica non indifferente.
Insomma una Fiera d’Ottobre, quella che si chiude stasera, che pare essere stata realizzata al solo scopo di garantire la tradizione cittadina ma che, restando così le cose, il prossimo anno potrebbe perdere numerosi espositori che, a queste condizioni, si dicono pronti a rinunciare all’evento.
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