È stata il Tenente di vascello Catia Pellegrino la prima donna, nella storia delle forze armate italiane, a dirigere la nave militare “Libra”, partita da Lampedusa e approdata ieri al porto di Porto Empedocle con a bordo 235 migranti. Di questi, 56 sono i superstiti della sciagura, l’ennesima, occorsa nel canale di Sicilia lo scorso 11 ottobre a 70 miglia a sud dall’isola di Lampedusa, in acque maltesi.
Nel porto di Porto Empedocle, le operazioni di sbarco sono andate avanti lungo il corso della mattinata. Sul molo c’erano anche alcune ambulanze per il trasporto in ospedale di chi aveva necessità di cure mediche.
Tutti i migranti sono stati sistemati nella tensostruttura della Protezione civile adiacente al porto di Porto Empedocle. Dopo l’identificazione, il trasferimento a bordo di pullman nei centri di accoglienza di Trapani e Mineo.
Tra la lunga fila di profughi che sono scesi dalla nave c’erano anche dei bambini, piccolissimi, avevano al massimo 2 anni, erano tenuti in braccio dai fucilieri del reggimento San Marco e in quel momento sulla banchina di Porto Empedocle cala il silenzio. Scoppia un forte pianto. I bimbi sono soli…non hanno più genitori.
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