La pena è stata inflitta dai giudici della Corte d’Assise di Agrigento presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni con a latere Alberto Davico. Per i Bonfanti il PM Santo Fornasier aveva chiesto per entrambi la condanna a 28 anni di reclusione. Nell’omicidio Amato è coinvolto anche un altro congiunto dei Bonfanti, il figlio Raimondo che avendo scelto il giudizio con il rito abbreviato era già stato condannato a 18 anni di reclusione. Il movente dell’omicidio fu di natura economica. Gli Amato erano i proprietari della Pizzeria La Fontana di cui i gestori invece erano i Bonfanti. La sparatoria avvenne intorno alle ore 15:45. 10 furono i colpi di arma da fuoco esplosi, 7 i proiettili calibro 9 indirizzati a Nicolò Amato che ne causarono il decesso. 3 invece i colpi che ferirono ad un braccio il figlio Diego. Nel processo svoltosi al Tribunale di Agrigento la famiglia Amato si è costituita parte civile.
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