La Corte di Cassazione ha posto definitivamente fine al Processo “Face Off”. A Roma infatti sono state confermate le pene per tutti gli imputati. Ricordiamo che l’operazione antimafia e antiracket “Face Off” fu eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Cammarata nel luglio del 2008. A far scattare gli arresti, le denunce dell’imprenditore edile di Bivona Ignazio Cutrò. La Corte di Cassazione ha confermato quindi le condanne a 14 anni e 9 mesi per Domenico Parisi, 13 anni e mezzo di carcere è la pena che deve scontare invece Maurizio Panepinto. 12 anni e 3 mesi per Giovanni Favata e 12 anni per Luigi Panepinto. Tutti è quattro sono stati riconosciuti colpevoli dei reati di associazione mafiosa ed estorsione.“Oggi Giustizia è stata fatta”– dice il biovene Ignazio Cutrò. Più di ogni altra volta – ha continuato il testimone di Giustizia – lo Stato Italiano, ma soprattutto la Magistratura, in breve tempo dimostra di proteggere e di stare vicina a quegli imprenditori che decidono di denunciare.
Siamo rimasti nella nostra terra – ha continuato Cutrò – per cercare di circondarci di numerosi imprenditori che denunciano, debellando così questo fenomeno criminale dalla nostra amata terra di Sicilia”.
La storia del testimone di Giustizia Ignazio Cutrò, è stata anche raccontata in un docufilm.
In seguito alla decisione della suprema Corte di Cassazione, Ignazio Cutrò torna sull’esigenza di tutelare quanti lavorano nell’interesse esclusivo del raggiungimento degli ideali di Legalità, primo fra tutti il Dott. Salvatore Vella a cui nei mesi scorsi è stata tolta la scorta e per cui il coraggioso imprenditore ne chiede il ripristino.
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