Ieri pomeriggio mi sono trovato a passare davanti la villetta Ambrosini, quella dietro al Cimitero di Favara. Mi sono venute subito alla mente le immagini di qualche anno fa, quando quel parco urbano era tra quelli più belli che io avessi visto dalle nostre parti.
Ricordo che era sempre aperto, tutti i giorni, anche la domenica. C’erano tantissimi bambini che si divertivano a giocare sul quel bel prato verde. Ricordo i papà e le mamme che dondolavano i loro piccoli sull’altalena, le grida festanti di quei vispi bambini che correvano su per il prato, spensierati. Altri si dondolavano.
Le mamme stavano sedute sulle panchine, e si poteva stare li anche fino a sera, tanto c’era l’illuminazione pubblica dei lampioni alimentati addirittura dai pannelli fotovoltaici. Era proprio un bel luogo, dove le famiglie, tutte unite, potevano incontrarsi e trascorrere dei bei momenti.
C’erano i custodi ed i giardinieri comunali. Il parco era ben curato, i viali puliti, le staccionate in legno, i cestini, piante e fiori riempivano ogni spazio.
Un efficace sistema di irrigazione teneva sempre vivo il prato inglese, che era ben tagliato, all’altezza giusta.
C’era un bel parcheggio e all’occorrenza i servizi igienici erano a disposizione, puliti ed impeccabili, anche il sabato e la domenica.
Poi mentre entravo all’interno della villetta quei bei ricordi sono svaniti perché ho visto come nel tempo si è ridotto quel bel polmone verde.
Di bambini non c’erano più, c’erano invece diversi motorini che scorazzavano liberamente lungo i viali.
Il prato verde si è trasformato in una fitta arida distesa di erbacce ingiallite, pronte a bruciare.
Di quei papà e quelle mamme che dondolavano i loro piccoli sull’altalena non c’era più nessuno. Di quei bei giochi e di quei dondoli ne sono rimasti solo alcuni rottami.
Sulle panchine è possibile ancora sedersi, ma bisogna stare attenti a non appoggiarsi perché non ci sono i poggia spalle ed inevitabilmente si potrà anche cadere, forse per questo un signore che stava riposando si è portato la sedia da casa.
Menomale che siamo in estate e c’era ancora luce del sole, purtroppo se avessi voluto rimanere ancora più sarei rimasto al buio. Non ci sono più le illuminazioni alimentate dai pannelli fotovoltaici.
Sarebbe stato bello fare un bel pic nic, ma purtroppo non si può. C’è sporcizia, addirittura vecchi elettrodomestici. Il parco non è curato come allora e poi non ci sono più cestini, dove avrei potuto buttare la spazzatura?
Ah, ecco, buttando l’occhio più in la ho notato, non 1, non due, ne 5, ne 10, ma ben 17 cassonetti della spazzatura.. 14 ben posizionati in quell’ampio parcheggio e gli altri 3 buttati o capovolti tra le sterpaglie, quelle che ricordo essere state un bel ed annaffiato prato verde.
Che delusione!… Prima di andare via, passando per quelli che erano dei viali ordinati e puliti ho visto anche la fine che hanno fatto i servizi igienici e la casa del custode. I vandali hanno dilaniato i muri di quello che una volta era il bagno, che adesso praticamente non esiste più.
Sono andato via con l’amaro nel cuore e la speranza che tutto possa ritornare come prima.
Non ho voluto nominare chi ha realizzato quest’opera, ne chi l’ha ridotta così, ne chi l’ha permesso.
Quello che è impossibile non sostenere è che negli anni il senso civico dei cittadini e la gestione della cosa pubblica sono notevolmente peggiorati.
Chissà come troverò la villetta al mio prossimo passaggio e se ai miei occhi si presenteranno ancora queste scene di forte degrado !?!
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie

