Nuovi particolari emergono dall’efferato uxoricidio commesso a Ravanusa dal pensionato Luigi Gallo. 4 i proiettili che hanno raggiunto Giovanna Longo, due alla testa e due al petto.L’arma utilizzata per il delitto è una revolver calibro 38 con matricola abrasa. Al vaglio degli inquirenti l’origine dell’arma usata dal 63enne che da due settimane era rientrato a Ravanusa dalla Germania dove vive da diversi anni. Al movente prettamente passionale si aggiunge anche quello economico. La sentenza di divorzio dalla moglie, costringeva l’uomo a versare mensilmente alla donna un assegno di circa 300 euro per gli alimenti e concedere alcune proprietà immobiliari.
Novità emergono anche in merito alla ricostruzione del delitto. Luigi Gallo avrebbe pedinato l’ex moglie Giovanna Longo ed il suo compagno Luigi Avarello. Non appena la coppia è giunta nell’area di sosta attigua al mercato settimanale, l’uomo si è avvicinato all’Opel Corsa ed ha prima sparato alla donna e successivamente scagliato la sua rabbia verso Avarello avendo una colluttazione.
Secondo la Procura della Repubblica di Agrigento, titolare dell’inchiesta, Gallo avrebbe voluto uccidere entrambi.
Maggiori dettagli si avranno dopo l’autopsia sul cadavere della donna, programmata per oggi all’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Di Luigi Gallo, nel piccolo centro dell’agrigentino, se ne parla come un uomo mite e tranquillo. Adesso il 63enne è accusato di omicidio e tentato omicidio. Con molta probabilità oggi sarà interrogato anche dai magistrati al Carcere Petrusa dove è detenuto.
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