Dal primo Luglio la centrale operativa del 118 dell’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta garantirà solo servizio diurno di elisoccorso. Questo per effetto della spending review sulla sanità in Sicilia.Lo stop, annunciato dalla Regione, penalizza un vasto bacino di utenti, circa un milione di persone che abitano nelle tre province fino ad ora servite, ovvero Agrigento, Caltanissetta ed Enna.
Ieri, i sindaci delle tre città capoluogo di provincia, unitamente agli operatori del 118 ed ai rispettivi responsabili degli ordini provinciali dei medici si sono incontrati ad Agrigento per discutere del problema.
Presenti all’incontro anche diversi esponenti politici.
In mattinata, le discussioni si sono spostate in commissione sanità all’ARS dove è stata chiamata a relazionare l’Assessore al ramo, Lucia Borsellino.
Privare un’ampia porzione di territorio siciliano di un servizio così indispensabile, dovrebbe far riflettere la classe politica dirigente.
La garanzia dell’elisoccorso h24, comporterebbe alla Regione una spesa di circa 1 milione e 600 mila euro. Cifra quest’ultima irrisoria se si paragona ai tanti sprechi ed ai recenti scandali che hanno investito i palazzi palermitani.
Ricordiamo che l’elisoccorso è un servizio impiegato nei casi di estrema emergenza. Questo metodo veloce di trasferimento negli ospedali, spesso salva la vita di numerose persone. Il blocco notturno degli elicotteri, allungherebbe l’attesa dei mezzi che dovrebbero giungere da Catania, Messina o Palermo, e se nella malaugurata ipotesi, nessuno dei mezzi sia disponibile, il trasporto deve essere necessariamente espletato mediante ambulanza. Circostanza quest’ultima che vista la situazione deficitaria della rete stradale, potrebbe anche rilevarsi fatale.
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