Il servizio di pulizia e disinfestazione del Teatro Pirandello di Agrigento trasformato in un bancomat a disposizione della politica. I costi lievitati di ben sette volte in appena tre anni, passando da 16 mila a oltre 118 mila euro annui, a parità di prestazioni erogate. È questo uno dei capitoli più caldi dell’operazione “Eventopoli”, la maxi-inchiesta coordinata dalla Procura di Agrigento guidata da Giovanni Di Leo.
Al centro della maxi-indagine, vi sarebbe un ramificato e presunto “sistema illecito” capace di drenare imponenti flussi di denaro pubblico. Secondo la magistratura, cospicui finanziamenti erogati dalla Regione Siciliana e dal Comune di Agrigento — inizialmente destinati a manifestazioni culturali di primissimo piano come il cartellone “Destinazione Agrigento, Costa del Mito, Natale 2022” e il Mandorlo in Fiore — sarebbero stati sistematicamente intercettati attraverso una galassia di associazioni no-profit compiacenti.
Nel mirino degli inquirenti è finita la gestione dei servizi del prestigioso teatro comunale tra il 2022 e il 2025. Secondo l’ipotesi accusatoria, il servizio di pulizia sarebbe stato affidato a una cooperativa ritenuta vicina all’onorevole Pisano e all’ex direttore generale Salvatore Prestia. Una gestione definita anomala, i cui costi astronomici avrebbero gravato pesantemente sulle casse pubbliche a esclusivo vantaggio di pochi intimi.
La dura reazione del sindaco Sodano. Sulla vicenda è intervenuto duramente il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, che non ha risparmiato attacchi frontali alla precedente gestione politica: «L’inchiesta della Procura dà contorni precisi a vicende di inaudita gravità, segnate dalla regia di un’incommentabile classe politica. Se confermato, si tratterebbe di un uso intollerabile del denaro pubblico, sottratto alla cultura, alla città, al futuro».
Il primo cittadino ha poi rivendicato il cambio di rotta impresso dalla sua amministrazione, annunciando una stretta sui controlli interni: «Dal suo insediamento, il nuovo Consiglio di amministrazione da me nominato alla guida della Fondazione sta lavorando per ricostruire le gestioni del passato e fare piena luce su anomalie che hanno lasciato strascichi importanti sui conti della Fondazione e della città. Si deve andare fino in fondo, senza sconti. Il Teatro Pirandello non sarà mai più terreno di conquista per interessi di parte. Ringrazio la Procura per l’attività svolta e ne attendo con fiducia gli esiti. Prima o poi l’alba si vedrà».
Le indagini della Procura agrigentina proseguono per quantificare l’esatta entità del danno erariale e per individuare tutte le teste di ponte del “sistema” che per anni avrebbe banchettato con i fondi destinati alla crescita culturale della città.
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