Finisce davanti al giudice una lunga e drammatica scia di violenze domestiche. Un quarantenne di Porto Empedocle, è stato mandato a processo con le gravi accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e danneggiamento.
Il giudice per le indagini preliminari, Michele Dubini, ha disposto il giudizio immediato accogliendo la richiesta della Procura, ma la difesa dell’imputato ha scelto di accedere al rito abbreviato.
L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Denise Venturino, ha squarciato il velo su anni di inferno familiare. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe sistematicamente insultato, minacciato e picchiato la moglie. Le violenze non avrebbero risparmiato nemmeno la figlia della coppia, colpita in alcune occasioni nel tentativo di difendere la madre dalla furia del padre.
Una quotidianità devastante, segnata da umiliazioni continue, mobili fatti a pezzi e oggetti distrutti durante i frequenti raid di rabbia tra le mura di casa. A mettere fine all’incubo è stata la stessa vittima, che lo scorso 5 agosto ha trovato il coraggio di varcare la soglia del Commissariato di Polizia di Porto Empedocle per sporgere denuncia.
I riscontri degli agenti avevano fatto scattare i primi provvedimenti già nel mese di agosto, quando il giudice Agata Anna Genna aveva ordinato all’indagato l’allontanamento immediato dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alle persone offese, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Ora, saltando la fase dell’udienza preliminare, la parola passa all’aula di tribunale per il verdetto.
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