Slitta a giovedì mattina l’interrogatorio preventivo del deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero “Lillo” Pisano, figura centrale dell’inchiesta “Eventopoli”. Il Giudice per le indagini preliminari, Michele Dubini, ha infatti accolto l’istanza dei difensori del parlamentare – gli avvocati Silvio Salvatore Miceli di Agrigento e Mattia Filippo Caleca di Palermo – che hanno chiesto più tempo per esaminare la mole di atti d’inchiesta a causa del brevissimo preavviso concesso.
Per Pisano, la Procura guidata da Giovanni Di Leo con il pm Elettra Consoli ha avanzato la richiesta più dura: la custodia cautelare in carcere. Un’eventualità che, qualora venisse accolta dal Gip, resterebbe comunque congelata e subordinata alla necessaria autorizzazione a procedere da parte della Camera dei Deputati. Si sono invece regolarmente conclusi gli interrogatori preventivi per gli altri due destinatari dei recenti inviti a comparire.
Il primo a presentarsi davanti al Gip è stato Giuseppe Librizzi, dirigente dell’assessorato regionale al Turismo, seguito subito dopo dal dirigente del Comune di Agrigento, Antonino Insalaco. Per entrambi i burocrati la Procura ha richiesto l’applicazione di misure interdittive. Le accuse contestate a vario titolo ai 12 indagati complessivi dell’inchiesta sono pesantissime: associazione per delinquere, peculato, truffa aggravata ai danni della Regione Siciliana e del Comune di Agrigento, falso ideologico e finanziamento illecito al candidato alle elezioni nazionali.
Alla vigilia dell’appuntamento in tribunale, il dirigente Antonino Insalaco, dopo aver formalmente comunicato all’amministrazione comunale di Agrigento di essere indagato, ha chiesto e ottenuto di lasciare la guida del settore Affari generali e istituzionali. Il sindaco Michele Sodano ha accolto la richiesta disponendo una rotazione straordinaria d’emergenza e affidando l’incarico a Giovanni Mantione. Tuttavia, a causa della cronica carenza di personale dirigenziale al Comune, Insalaco manterrà temporaneamente la responsabilità dei Servizi alla persona, del Territorio, dell’Ambiente, della Sanità e della Polizia Locale.
Mentre il registro degli indagati si aggiorna includendo anche l’attuale consigliere comunale di FdI ed ex assessore allo Spettacolo Costantino Ciulla – oltre ai già noti Fabrizio La Gaipa, Laura Cozzo, Calogero Casucci e Antonio Migliaccio –, c’è chi rompe il silenzio per difendersi.
Vincenzo Abate, già direttore dell’associazione “Free Melody, orchestra filarmonica Demetra”, indagato per corruzione insieme all’ex direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello, Salvo Prestia, si è dichiarato totalmente estraneo ai fatti. Abate ha fermamente respinto l’addebito di aver preso parte all’organizzazione degli eventi finiti sotto inchiesta e ha annunciato la sua formale autosospensione dalla carica associativa, dichiarando di voler garantire la totale autonomia e libertà decisionale della filarmonica in questa delicata fase.
Nel frattempo, l’inchiesta – condotta sul campo dalla sezione di Polizia Giudiziaria della Procura e dai Carabinieri del Nucleo investigativo – continua ad allargarsi. Al centro dei controlli ci sono i finanziamenti erogati per tre maxi-manifestazioni culturali e turistiche delle festività natalizie del 2022: “Xena Akragantos”, “Natale destinazione Agrigento” e “Destinazione Agrigento Costa del Mito”.
Secondo la tesi dei magistrati, per questi progetti sarebbero stati incassati fondi pubblici per ben 602 mila euro, una cifra che sarebbe stata letteralmente triplicata rispetto alle spese reali attraverso l’uso di fatture gonfiate, poi deviate su conti privati. Tra i casi emblematici citati dagli inquirenti figurano le anomalie e i costi esorbitanti per il noleggio di 34 bagni chimici piazzati in occasione del “concertone” di fine anno dell’artista Achille Lauro.
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