Un ventiseienne di Licata è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Agrigento con le pesanti accuse di maltrattamenti e persecuzioni ai danni dell’ex compagna, aggredita anche con il figlio neonato in braccio. Il giudice per l’udienza preliminare, Michele Dubini, ha accolto integralmente la richiesta del pubblico ministero Carola Bisanti, disponendo l’inizio del processo per il giovane licatese, difeso dall’avvocato Graziano Magliarisi.
La giovane donna, coetanea dell’imputato, si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Monica Malogioglio, agendo sia in proprio sia come legale rappresentante del figlio. In linea con il consolidato orientamento della Cassazione, il bambino è stato infatti riconosciuto come persona offesa in quanto vittima di violenza assistita, reato che tutela i minori dal grave rischio di traumi psicofisici derivanti dall’assistere alle violenze compiute contro la madre.
L’impianto accusatorio delinea quasi due anni di vessazioni, minacce e violenze fisiche, consumate tra il settembre del 2024 e il luglio del 2026. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’imputato avrebbe imposto alla convivente, sua coetanea, un regime di vita intollerabile.
Le aggressioni, fatte di schiaffi, pugni al volto e tirate di capelli, non si sarebbero fermate nemmeno davanti al figlio neonato della coppia: in un’occasione, l’uomo avrebbe colpito la donna mentre quest’ultima teneva il piccolo in braccio. Al quadro di violenze si aggiungevano continui pedinamenti, ingiurie e la totale privazione del sostentamento economico. La fine della relazione non ha interrotto l’escalation di terrore.
L’uomo ha continuato a perseguitare la vittima, arrivando a simulare di volerla investire con l’auto in un’azione puramente intimidatoria. L’ultimo grave episodio contestato risale all’1 luglio scorso, quando la donna si era recata nell’ex casa familiare per recuperare i propri effetti personali; in quel frangente è stata colpita alla nuca e bloccata con le mani sulla bocca per impedirle di chiedere aiuto. Le tesi dell’accusa e della difesa si confronteranno ora davanti ai giudici.
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