
Il consigliere comunale della città dei Templi Cristian Licata ha sollevato numerose criticità sul bando per comandante Polizia Municipale di Agrigento pubblicato dall’amministrazione comunale. Infatti, durante il Question Time di ieri in Consiglio Comunale, Licata ha contestato l’avviso di selezione esterna per dirigente amministrativo del settore Polizia Locale. Inoltre, il consigliere ha denunciato l’assenza di una ricognizione preventiva delle professionalità interne, come previsto dalla normativa vigente. Secondo Licata, l’amministrazione non avrebbe fornito la documentazione richiesta con l’accesso agli atti presentato il 21 agosto scorso insieme ai colleghi Alongi, Giacalone, Fattori e Cacciatore.
L’8 settembre Licata ha protocollato un’interrogazione consiliare urgente per verificare se era stata effettuata la ricognizione delle professionalità interne. L’interrogazione si fondava su due sentenze precise: il Consiglio di Stato, sezione V, numero 7497 del 2024 e la Cassazione, ordinanza numero 22647 del 3 luglio 2026. Entrambe le pronunce stabiliscono che senza previa verifica dell’assenza di professionalità equivalenti interne, il conferimento a un esterno risulta illegittimo. Pertanto, il consigliere chiedeva se l’amministrazione intendesse acquisire la relazione del dirigente del Personale e del Segretario Generale.
La risposta dell’assessore Trano sul bando comandante Polizia Municipale
Durante il Question Time, l’assessore Trano ha ammesso che la ricognizione interna era necessaria. Tuttavia, ha sostenuto che gli uffici hanno operato sulla base di un quadro documentale già in possesso dell’Ente. Questo quadro sarebbe stato recepito nel PIAO e nella pianta organica. Secondo l’assessore, tale documentazione attesterebbe l’assenza di figure interne con i requisiti congiunti di laurea e cinque anni nell’area dell’Elevata Qualificazione. Di conseguenza, Trano ha concluso affermando di non ravvisare i presupposti per la revoca in autotutela del bando comandante Polizia Municipale.
Inoltre, l’assessore ha aggiunto che l’Ente potrà valutare la convalida dell’atto con il neo Segretario Generale. Tuttavia, Licata ritiene che la risposta non chiarisca il punto centrale della vicenda. Infatti, la legittimità della procedura non si misura solo sulla carenza di personale interno. Bisogna verificare anche la natura dell’incarico e i requisiti per fare il Comandante della Polizia Locale. Questa figura non può essere assimilata in automatico a un dirigente amministrativo generico.
Le quattro irregolarità denunciate da Licata
Il consigliere ha elencato quattro presunte irregolarità presenti nell’avviso pubblicato. In primo luogo, non è stata prodotta l’attestazione di avvenuta ricognizione interna. Il PIAO è un atto di programmazione generale, non l’attestazione specifica richiesta dal Consiglio di Stato e dalla Cassazione. Inoltre, se quella ricognizione esiste, perché non è stata fornita in risposta all’accesso agli atti del 21 agosto? Anche i requisiti del bando presentano incongruenze. L’articolo 2 lettera a) richiede laurea più cinque anni di esperienza generica, non cinque anni in Elevata Qualificazione come sostenuto in Consiglio.
In secondo luogo, l’amministrazione vuole mettere a comandare i Vigili uno che non è Vigile. Il Consiglio di Stato, sezione V, sentenza numero 2518 del 2024 stabilisce chiaramente che a comandare la Polizia Locale deve essere personale della stessa Polizia Locale. L’incarico di Comandante, in assenza del titolare, può essere retto solo ad interim dal Vice Comandante. In alternativa, può essere affidato all’Ufficiale più alto in grado in organico.
In terzo luogo, l’avviso è aperto anche ai pensionati retribuiti. L’articolo 1 del bando prevede un incarico retribuito con trattamento economico da dirigente. L’articolo 2 lettera g), però, esclude solo chi è in pensione dal Comune di Agrigento negli ultimi cinque anni. Al contrario, la legge nazionale – articolo 5 comma 9 del decreto legge 95 del 2012 e articolo 6 del decreto legge 90 del 2014 – vieta incarichi dirigenziali retribuiti a qualsiasi pensionato pubblico. L’unica eccezione ammessa è un incarico gratuito, per massimo un anno.
La questione delle qualifiche per il comandante Polizia Municipale
In quarto luogo, il bando apre ai pensionati, ma un pensionato non può esercitare pienamente le funzioni di Vigile. Un Vigile deve avere le qualifiche di Polizia Giudiziaria, Polizia Stradale e Pubblica Sicurezza. Queste sono riserva di legge statale e del Prefetto. La Cassazione Penale e la giurisprudenza amministrativa sono univoche su questo punto. Il pensionato, con la quiescenza, perde lo status di appartenente alla Polizia Locale. Diventa quindi un cittadino ordinario e non può più esercitare quelle qualifiche. Pertanto, il bando prevede un incarico pagato e lascia entrare i pensionati, ma chi entra da pensionato non potrà mai esercitare fino in fondo le funzioni di Comandante.
Licata evidenzia che il problema vero sta a monte, nel rapporto tra il bando e l’articolo 24, comma 5, del Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi. Questa norma prevede espressamente che il coordinamento del servizio di Polizia Municipale è affidato a un dirigente amministrativo cui vengono conferite le funzioni di Comandante. È proprio questa previsione regolamentare a sollevare la questione giuridica. Infatti, può una disposizione organizzativa comunale attribuire le funzioni di comandante a un dirigente amministrativo senza verificare la compatibilità con la legge regionale siciliana numero 17 del 1990 e la legge statale numero 65 del 1986?
La segnalazione della UIL e la proposta alternativa
La cosa più grave, secondo Licata, è che la UIL Funzione Pubblica della Polizia Locale ha scritto il 5 ottobre al Sindaco e al Prefetto. La comunicazione segnala che ad Agrigento è rimasto un solo Ufficiale di Polizia Giudiziaria. Inoltre, è già successo che un sequestro da convalidare non è stato trasmesso alla Procura perché quell’unico Ufficiale non era disponibile. In questa situazione, la soluzione più giusta e più veloce esiste già. L’incarico di Comandante ad interim è già nelle mani dell’Ufficiale più alto in grado disponibile, nel rispetto del Regolamento del Corpo e del Consiglio di Stato.
Parallelamente, Licata suggerisce di cogliere l’opportunità delle progressioni verticali in deroga. Il termine è fissato al 31 dicembre 2026, verificando i presupposti normativi e finanziari. Si tratta di operatori che dopo la quiescenza dei Commissari li hanno sostituiti di fatto. Hanno assunto responsabilità quotidiane e rappresentano esperienze che meritano un percorso di crescita. Questo permetterebbe di ricostruire la linea gerarchica e contenere gli oneri per l’amministrazione. Al neo assessore alla Polizia Municipale, dottor Michelangelo Lo Piparo, Licata rivolge l’augurio di poter ricostruire il Corpo non solo nell’organico, ma nella sua organizzazione e nella sua identità professionale.
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