La Croma su cui viaggiavano il giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo il 23 maggio 1992 è stata trasferita dalla caserma “Ciro Scianna” di Palermo a Palazzo Jung, al Museo del Presente. L’autovettura, custodita per 14 anni in una teca di vetro presso la scuola di formazione e aggiornamento della polizia penitenziaria “Giovanni Falcone” di Roma, è stata ceduta temporaneamente per volontà del ministro Nordio alla Fondazione Falcone, nell’ambito di un progetto per valorizzare e tramandare la memoria delle vittime delle stragi mafiose.
A testimonianza del legame della Croma con la Penitenziaria, il dispositivo di sicurezza per l’evento è garantito dal Gruppo operativo mobile del Corpo. Questo “reperto storico e civile della Nazione” è stato scortato da un convoglio composto da personale di polizia penitenziaria, esercito, polizia e carabinieri. La cerimonia di svelamento si è tenuta ieri pomeriggio, alla quale hanno partecipato la presidente del Consiglio Meloni, il ministro Nordio e il ministro Piantedosi.
Con la cerimonia di svelamento della Fiat Croma sulla quale, il 23 maggio 1992, persero la vita Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, si è compiuto un importante impegno assunto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri: 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞́ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞.
In quell’attentato mafioso i primi a essere colpiti furono gli uomini della scorta che precedevano l’auto del giudice: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, servitori dello Stato che sacrificarono la propria vita nell’adempimento del dovere. Pochi istanti dopo l’esplosione investì la Fiat Croma sulla quale viaggiavano Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.
Quel 23 maggio 1992, sull’autostrada di Capaci, oltre mezzo quintale di esplosivo venne fatto detonare dal mafioso Giovanni Brusca, in un attentato concepito da Cosa Nostra per piegare lo Stato attraverso il terrore. Fu invece 𝐥’𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞, 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐨𝐬𝐚.
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