“Michele Sodano ha superato ogni limite politico e umano. Arrivare addirittura a dichiarare pubblicamente ‘chiediamo scusa noi agli elettori di Di Rosa’ non è soltanto un attacco a Giuseppe Di Rosa, ma è una gravissima offesa verso 3.546 agrigentini liberi che hanno scelto con coscienza, dignità e coraggio di sostenere il mio progetto politico. E allora sia chiaro: Michele Sodano non si deve permettere. Non si deve permettere di parlare a nome dei miei elettori. Non si deve permettere di compatirli. Non si deve permettere di trattarli come cittadini ingenui o manipolabili. Non si deve permettere di insultare un popolo che ha creduto in quindici anni di battaglie vere combattute sempre a viso aperto”. E’ un fiume in piena Giuseppe Di Rosa dopo la nota ufficiale di Michele Sodano, secondo il quale, l’apparentamento con Dino Alonge rappresenta un “tradimento” al suo elettorato.
“Quelle scuse sono l’ennesima dimostrazione di arroganza politica di chi, arrivato ad Agrigento appena pochi mesi fa, pensa di potere insegnare agli agrigentini cosa sia il cambiamento – si legge nella nota diffusa da Di Rosa -. La verità è che Michele Sodano e Ismaele La Vardera sono arrivati in città esordendo non contro il sistema che ha distrutto Agrigento, ma contro Giuseppe Di Rosa. Hanno vomitato sulla mia persona sin dal primo giorno, tentando di distruggere mediaticamente il lavoro, i sacrifici e la credibilità costruita in anni di denunce, presenza sul territorio e battaglie civiche. Io non sono nato politicamente sui social network o dentro una trasmissione televisiva. Io ad Agrigento ci sono sempre stato. Sempre. Quando c’era da denunciare il sistema, io ci mettevo la faccia. Quando c’era da stare accanto ai cittadini senz’acqua, io c’ero. Quando c’era da difendere famiglie, quartieri popolari, disabili, operatori economici e cittadini abbandonati, Giuseppe Di Rosa non si è mai nascosto”.
“Ed è proprio per rispetto verso quei 3.546 elettori – aggiunge Di Rosa – che oggi ho scelto di assumermi una responsabilità amministrativa concreta, accettando la proposta di Dino Alonge di diventare vicesindaco e garante del programma votato dai miei sostenitori. Non per una poltrona, ma per entrare finalmente nelle stanze dei bottoni e dimostrare che quello che abbiamo denunciato e proposto in questi anni si può fare davvero. Perché chi ha creduto in me merita risposte concrete e non soltanto dirette social, slogan o guerre mediatiche. Michele Sodano continua inoltre a nascondere che dentro il suo progetto politico ci sono il Partito Democratico e Casa Riformista, cioè pezzi di quella politica che negli ultimi dieci anni ha governato direttamente o indirettamente Agrigento, la Provincia e la Regione Siciliana. Casa Riformista nasce dall’area politica riconducibile a Matteo Renzi, che insieme al Pd ha governato il Paese per anni. Altro che rivoluzione. Altro che nuovo”.
“E mentre oggi provano a rifarsi una verginità politica attaccando Giuseppe Di Rosa, dimenticano anche che proprio al Libero Consorzio dei Comuni le forze che sostengono Sodano hanno governato ed eletto il presidente grazie anche ad accordi con una parte del centrodestra. Ma soprattutto Michele Sodano dovrebbe davvero chiedere scusa agli agrigentini che lo hanno votato come deputato nazionale. In cinque anni di Parlamento la città di Agrigento non ha visto risultati concreti, opere simbolo o battaglie decisive vinte per il territorio. Eppure, mentre Agrigento continuava a sprofondare tra crisi idrica, isolamento e degrado, lui percepiva regolarmente lo stipendio da parlamentare, oltre 15 mila euro mensili tra indennità e benefit. Gli agrigentini vedono e capiscono. Io continuerò a fare quello che ho sempre fatto: difendere la mia città mettendoci la faccia, senza padroni, senza padrini politici e senza piegarmi a nessuno. Ma una cosa deve essere chiara: se qualcuno deve chiedere scusa, oggi, non sono io ai miei elettori. È Michele Sodano che dovrebbe chiedere scusa ai 3.546 agrigentini che ha insultato con la sua arroganza politica”, conclude Di Rosa.
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