Nel pieno centro di Caltanissetta alcune studentesse hanno assistito a una scena che le ha subito allarmate: una donna nel bagagliaio di un’auto, chiusa dallo stesso conducente del veicolo prima che questo ripartisse. Le ragazze, temendo un rapimento in corso, hanno immediatamente contattato la Polizia di Stato. Gli agenti sono intervenuti rapidamente, hanno rintracciato il veicolo e hanno accompagnato il conducente in questura per chiarire l’accaduto.
Dagli accertamenti, tuttavia, non sono emersi elementi tali da configurare un reato. L’uomo ha infatti fornito agli investigatori una spiegazione del tutto inattesa: la donna era la sua amante. Per evitare che qualcuno la vedesse uscire dal palazzo in cui aveva trascorso la notte insieme a lui, i due avrebbero concordato di nasconderla temporaneamente nel bagagliaio. L’intenzione dell’uomo era di farla scendere poco dopo, in un’altra zona della città, lontano da occhi indiscreti.
La segnalazione delle studentesse: donna nel bagagliaio scambiata per un sequestro
Le testimoni della scena non conoscevano i rapporti tra i due. Quindi, di fronte a ciò che appariva come un atto di coercizione in pieno giorno, hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte. Le giovani non hanno minimizzato, né si sono limitate a filmare da lontano. Hanno chiamato i soccorsi. Si tratta, dunque, di un comportamento che le forze dell’ordine e gli osservatori hanno già sottolineato come esempio di senso civico. In situazioni di questo tipo, infatti, chi assiste non può basare la propria valutazione sul senno di poi, ma solo su ciò che vede in quel momento.
Nessun reato: donna nel bagagliaio per sfuggire ai pettegolezzi
Al termine delle verifiche in questura, gli inquirenti non hanno riscontrato elementi tali da configurare ipotesi di reato. Inoltre, secondo quanto riferito dall’uomo agli agenti, la donna era la sua amante e il bagagliaio aveva rappresentato un espediente per evitare che venisse vista uscire dall’abitazione. L’intera vicenda si è quindi risolta senza conseguenze penali per nessuno dei protagonisti. In conclusione, l’episodio resta comunque un caso singolare: la scelta di nascondere una persona nel vano posteriore di un’auto in pieno centro urbano, pur in assenza di costrizione, solleva riflessioni sia sul piano della discrezione sia su quello della sicurezza pubblica percepita.
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