Si aggrava la posizione del ventiseienne di Favara finito in carcere nei giorni scorsi dopo aver scatenato un’autentica spirale di violenza, culminata nel pestaggio della fidanzata e, il giorno successivo, dei suoceri anziani colpiti anche con un tirapugni. Alle contestazioni di maltrattamenti, lesioni aggravate, stalking si aggiunge ora l’ipotesi di reato di diffusione illecita di materiale a carattere sessuale sui social (revenge porn).
Gli inquirenti sospettano infatti che il giovane possa aver condiviso in rete video espliciti della fidanzata senza il suo consenso. Per fare luce su questo inquietante risvolto, il pubblico ministero Denise Venturino, che coordina le indagini, ha disposto un accertamento tecnico irripetibile sul telefono cellulare dell’indagato. L’incarico è stato affidato all’ingegnere Rocco Alex Asciutto, che avrà il compito di scandagliare la memoria del dispositivo a caccia di tracce di detenzione o avvenuta condivisione dei filmati.
La notte di follia al Villaggio Mosè. La violenza, secondo l’impianto accusatorio, andava avanti già dallo scorso giugno, ma l’escalation finale si è consumata nel quartiere commerciale del Villaggio Mosè. Il ventiseienne si era presentato sotto l’abitazione della compagna, poco più grande di lui, per quello che avrebbe dovuto essere un chiarimento sulla loro tormentata relazione. La situazione è però degenerata in pochissimo tempo. Prima l’aggressione alla ragazza, costretta a ricorrere alle cure dell’ospedale per ecchimosi e traumi diffusi. Poi, il giorno successivo, la folle aggressione ai genitori di lei, di 74 e 75 anni, scesi in strada nel tentativo di proteggere la figlia.
I due anziani pensionati sono stati colpiti ripetutamente al volto e al corpo con un tirapugni e lasciati a terra sanguinanti, mentre l’aggressore fuggiva a bordo della propria auto.
Blindata la custodia in carcere. Dopo una prima denuncia a piede libero, l’intervento congiunto dei poliziotti della sezione Volanti e della Squadra Mobile di Agrigento ha fatto scattare le manette. Il giovane si trova attualmente recluso presso la Casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo”, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Michele Dubini su richiesta del pubblico ministero Carola Bisanti. Le indagini tecniche sul cellulare definiranno ora i confini di un’inchiesta che si fa ogni ora più drammatica.
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