Si è svolta al Palacongressi del Villaggio Mosè di Agrigento, la cerimonia per il 173esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato. A fare gli onori di casa il questore Tommaso Palumbo. Presenti le massime autorità istituzionali, civili, militari e religiose della provincia. In una struttura gremita in ogni ordine di posto alla festa hanno preso parte alunni, docenti e dirigenti scolastici di istituti agrigentini, numerosi poliziotti in quiescenza e i rappresentati dall’Anps.
Momento emozionate della cerimonia quando sul palco è salita Calogera Piraneo, 91 anni, la prima poliziotta donna della Questura di Agrigento, accompagnata dall’ispettore Eugenia Pace, 38 anni, la più giovane delle poliziotte. Un’intervista doppia, che ha messo in luce le qualità delle donne in polizia; l’arzilla 91enne, ha raccontato alcuni aneddoti della sua lunga carrieraAtteso il discorso del questore Palumbo che ha toccato diversi aspetti del territorio.
“Convinti che tutte le nostre attività siano importanti, anche quelle strumentali, continuiamo a lavorare con il massimo impegno, ogni giorno. Dal controllo del territorio, alla gestione logistica, contabile, amministrativa e sanitaria; dalle indagini di polizia giudiziaria, all’attività di polizia amministrativa; dalla gestione dell’immigrazione, a quella delle misure di prevenzione ed a protezione dei minori. Ero e resto sempre più convinto che la sicurezza non sia un prodotto, bensì un processo- ha detto il questore di Agrigento – . E che, come tale, debba permeare tutti gli ambiti in cui il vivere civile si declina. Un processo che non è solo appannaggio della Polizia di Stato e delle altre Forze dell’Ordine, ma di tutte le diverse componenti della società. Un processo che passa attraverso la cultura, in tutte le sue forme ed in primo luogo attraverso la cultura della legalità”.
“In questo processo – continua il questore Palumbo – noi della Polizia di Stato siamo chiamati per primi a prestare la nostra opera, nella duplice veste di cittadini e poliziotti, promuovendo la cultura della legalità, con l’esempio del nostro corretto operato e con la testimonianza nelle sedi deputate. Le scuole, in primo luogo, ove la Polizia di Stato della provincia di Agrigento partecipa ad interventi formativi pianificati sulle variegate tematiche che compongono legalità e sicurezza. In questo, i dirigenti scolastici e tutto il personale docente delle scuole della provincia di Agrigento non hanno mai fatto mancare il proprio apporto, partecipando e, spesso, promuovendo iniziative formative, volte a diffondere la cultura della legalità tra gli studenti, a cui la Polizia di Stato non mancherà mai di dare il proprio contributo in termini di passione e professionalità, declinando, in una delle sue molteplici forme, il nostro ‘esserci sempre’”.
“’Esserci sempre’, il motto di questa nostra festa, non va inteso soltanto come presenza istituzionale sul territorio, a difesa di cittadini ed
istituzioni, nel prevenire e reprimere gli illeciti, ma anche come apertura del nostro mondo verso la società civile, di cui siamo parte integrante – aggiunge il questore di Agrigento -. ‘Esserci sempre’ vuol dire anche questo, vuol dire aprirsi alla gente, al territorio mettendo a disposizione di tutti, non soltanto il nostro lavoro, ma i nostri valori. Non soltanto cosa facciamo, ma chi siamo e quanto il nostro essere poliziotti ha un significato solo se il territorio ci considera sua parte integrante a 360°”.
“Siamo alfieri della legalità – sottolinea il questore Palumbo -, ma non può esserci legalità senza la promozione della cultura della legalità e la cultura, in senso generale, ne costituisce la premessa, perché essa è il presupposto cognitivo per recepire i valori fondanti della nostra società a cui siamo serventi. Solo attraverso ciò è possibile contrastare le mafie e, in genere, tutti i fenomeni criminosi, convinti che questo non può e non deve essere considerato come un’esclusiva azione della Polizia di Stato e delle altre Forze di polizia nel reprimere singole fattispecie criminali, affinché la magistratura, a cui va il mio ringraziamento per la costante attenzione verso il nostro lavoro, possa giungere a compiere, al meglio, il proprio mandato nelle sedi giudiziarie”.
“I valori della legalità e giustizia – conclude il questore – sono e devono essere patrimonio comune di tutto il tessuto sociale. Concludo con lo stesso auspicio dello scorso anno: quando pensate a noi poliziotti, non guardateci come coloro che devono fornire semplicemente un prodotto, ma attori protagonisti che partecipano insieme a voi al ‘processo sicurezza’, nella piena legalità, declinando insieme a voi, cittadini ed istituzioni, il nostro ‘esserci sempre’. Esserci sempre, insieme alla gente, insieme per la gente”.


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