Domani, martedì 12 novembre, uno sciopero del personale aeroportuale italiano, che include controllori di volo e servizi handling, causerà notevoli disagi per circa trentamila passeggeri, secondo le stime di ItaliaRimborso. Diverse compagnie aeree hanno già iniziato a cancellare i voli programmati per limitare l’impatto del fermo, informando i viaggiatori e offrendo voli alternativi, come previsto dal Regolamento Comunitario 261/2004. Tuttavia, non tutti i passeggeri potrebbero riuscire a ottenere una riprotezione immediata sui voli successivi.
In questa situazione complessa, i viaggiatori potrebbero dover affrontare costi imprevisti per proseguire il proprio viaggio. In caso di mancata riprotezione, il regolamento prevede che i passeggeri possano acquistare, a proprie spese, un biglietto per un volo alternativo, anche di un’altra compagnia. Queste spese, così come eventuali spostamenti in altri mezzi di trasporto, pernottamenti e pasti, potranno successivamente essere rimborsati tramite una procedura di reclamo, a condizione che il passeggero non sia stato adeguatamente assistito dal vettore iniziale.
Felice D’Angelo, CEO di ItaliaRimborso, ha spiegato come negli ultimi mesi ritardi e cancellazioni siano divenuti sempre più frequenti, e lo sciopero di domani coinvolgerà alcuni dei principali scali italiani, tra cui quelli di Catania, Roma, Bologna, Lampedusa, Napoli e Perugia. D’Angelo ha sottolineato che i passeggeri non possono ottenere una compensazione pecuniaria per disservizi causati da sciopero, ma possono richiedere il rimborso delle spese sostenute per raggiungere la destinazione.
L’amministratore di ItaliaRimborso ha infine chiarito i diritti del viaggiatore in situazioni di sciopero, specificando che, secondo il Regolamento 261/2004, non è previsto il risarcimento forfettario dai 250 ai 600 euro per voli cancellati a causa di scioperi. Il viaggiatore può però avanzare richiesta di rimborso delle spese di viaggio sostenute in alternativa.
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