Ha evitato prima l’ergastolo e poi un pena maggiore di 25 anni perché riconosciuto affetto da infermità di mente tale da scemare grandemente senza però escludere la sua capacità di intendere e volere. Con l’esito dell’ultima perizia psichiatrica, il pubblico ministero Elenia Manno, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Salvatore Gioacchino Sedita, il 35enne di Racalmuto che, secondo la sua stessa confessione, il 13 dicembre del 2022, ha massacrato i genitori Giuseppe Sedita e Rosa Sardo, uccidendoli nella loro abitazione con 47 colpi di mannaia.
I giudici della Corte di assise del tribunale di Agrigento, presieduta da Giuseppe Miceli, hanno in gran parte accolto la richieste dell’accusa ed hanno inflitto 23 anni di reclusione per il racalmutese. La sentenza è stata emessa nel primo pomeriggio. La pena è ridotta perché la nuova perizia, eseguita dagli psichiatri Osvaldo Azzarelli e Leonardo Giordano, gli ha riconosciuto un vizio parziale di mente. Concesse pure le attenuanti generiche. Le sorelle e altri familiari del 35enne si sono costituiti parte civile, ma due di loro, tuttavia, sono stati estromessi e non avranno alcun risarcimento.
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