Davanti ai giudici della Corte di Assise del Tribunale di Agrigento presieduta da Alfonso Malato, questa mattina, è stata ascoltata un’intercettazione nei confronti di uno degli indagati. Si tratta di un dialogo captato durante una conversazione tra marito e moglie a commento di uno degli agguati avvenuti durante la guerra tra clan sulla faida Favara – Liegi. Il processo è quello con l’unico imputato che non ha scelto il rito abbreviato ed è stato rinviato a giudizio, nell’ambito dell’inchiesta “Mosaico”.
Sul banco degli imputati siede Carmelo Vardaro, 47 anni di Favara, difeso dall’avocato Salvatore Virgone. Era stata proprio la difesa a chiedere l’ascolto in presa diretta dell’intercettazione per fare luce su quanto trascritto in sede di perizia. “Sono stati tizio, tizio e tizio”. A parlare è uno degli indagati, poi assolto dall’accusa di omicidio e tentato omicidio. Il favarese parla con la moglie e fa riferimento ad un agguato. La Corte di Assise, dopo aver sentito l’audio, ha rinviato l’udienza al prossimo 16 aprile per la requisitoria del pubblico ministero.
Lo stralcio abbreviato, con altri sei imputati, si è concluso in Appello con quattro condanne notevolmente ridimensionate e due assoluzioni. L’avvocato Salvatore Cusumano, che rappresenta invece la parte civile, la scorsa udienza aveva prodotto il ricorso avanzato dalla Procura generale in Cassazione contro l’assoluzione di Calogero Bellavia per l’omicidio Jakelich e il tentato omicidio Distefano, le stesse contestazioni per le quali oggi è a processo Vardaro.
Le indagini della Squadra Mobile di Agrigento, con la collaborazione della Mobile di Palermo e della polizia belga, hanno consentito di ricostruire la “scia” di sangue con 5 omicidi consumati, e altrettanti tentati (commessi tra Liegi e Favara tra il 2016, ed il 2018), e altri due tentati omicidi mai denunciati.
Vardaro è accusato dell’omicidio di Mario Jakelich e dei tentati omicidi di Maurizio Distefano e Carmelo Nicotra. Vardaro – sempre secondo l’accusa – avrebbe fatto parte del commando che ha freddato Jakelich, con un colpo di pistola in fronte, il 14 settembre del 2016 in Belgio, mentre la vittima designata il favarese Maurizio Di Stefano, colpito da alcuni proiettili, riuscì a salvarsi.
Lo stesso Distefano ritenuto, il 23 maggio del 2017, scampò ad un secondo agguato nel garage di Carmelo Nicotra rimasto ferito da alcuni colpi di kalashnikov ai glutei.
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