Si è svolta questa mattina la cerimonia di insediamento del nuovo questore della provincia di Agrigento, Tommaso Palumbo, che ha lasciato l’incarico di Direttore della prima Divisione del Servizio immigrazione della Direzione centrale del Ministero a Roma per assumere la nuova funzione al posto di Emanuele Ricifari promosso Dirigente generale di Pubblica sicurezza. Il vice questore vicario Francesco Marino ha fatto gli onori di casa, accogliendo il nuovo titolare di Palazzo Montana. In occasione del suo insediamento, il Questore ha voluto rendere gli onori ai Caduti della Polizia di Stato, con un momento di riflessione e con la deposizione di una corona di alloro alla lapide presente all’ingresso della Questura. Nel corso della giornata il Questore ha incontrato il Prefetto di Agrigento, Filippo Romano e gli organi di stampa.
“Il primo sentimento che vi voglio trasferire, sentimento che caratterizza questa giornata e l’incarico che parte oggi, è la felicità – così si è presentato il neo questore di Agrigento -. E’ una responsabilità grande quella che mi è stata data e la raccolgo con grande umiltà, con lo spirito di chi vuole portare al meglio il bagaglio che ho raccolto nei 32 anni di polizia. Una sfida in un ruolo che mi vede protagonista, in una realtà così importante. Agrigento è così considerata: importante, per l’Italia e l’Europa”.
Nel corso dell’incontro con i giornalisti ha parlato, tra le altre cose, di immigrazione, di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 e della lotta alla mafia. “La legalità deve riguardare non soltanto la lotta al crimine organizzato, sia Cosa Nostra e Stiddra, ma deve avere un vero e proprio percorso a 360 gradi: dalla microcriminalità ai ‘colletti bianchi’ anche sganciati dalle attività mafiose – ha aggiunto Palumbo -. La prima porta a cui ho bussato dopo avere saputo di Agrigento è stata quella della Direzione anticrimine centrale. Credo che la prima cosa che è necessario fare è lavorare in un ambiente ‘pulito’. Parlare di immigrazione vuol dire anche gestire servizi che sono a supporto. Parlare del 2025 vuol dire gestire appalti che dovranno creare strutture”.
“La prima attenzione che ho dato è stata perciò a quelle articolazioni a livello centrale che poi gestiscono tutte le attività che a valle la Questura deve portare, e porta da tempo, avanti sia dal punto di vista della prevenzione che da quello della repressione – continua il questore -, passando per un’attività di squisita competenza del questore: le misure patrimoniali e personali. Ci sarà dunque la massima attenzione”. Palumbo arriva ad Agrigento dopo aver lavorato, negli ultimi 8 anni, nel Dipartimento di Pubblica sicurezza, nella direzione centrale per l’Immigrazione e la polizia delle frontiere.
“Ho una conoscenza delle problematiche agrigentine, dal punto di vista professionale, per un aspetto che caratterizza questa realtà – ha sottolineato il questore Palumbo – sicuramente molto profonda. Conosco Agrigento, Porto Empedocle, Lampedusa. Conosco il territorio anche per situazioni personali, ma al di là delle caratterizzazioni personali oggi sono questore a 360 gradi e la mia attività sarà immersa su tutte le problematiche della pubblica sicurezza. Non dimentico quella che è la vocazione esclusiva che questo Ufficio rappresenta: dalla prevenzione e repressione dei reati. E tutto questo lo farò all’interno di quello che sono stato fortunato a trovare: una squadra. Qui non mi trovo nella necessità di creare una squadra, l’ho già trovata. Ed è una squadra di professionisti che funziona ed è riconosciuto a livello locale e centrale. Il mio ruolo sarà di entrare a far parte della squadra”.
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