Da lunedì prossimo, i cittadini catanesi vedranno un ulteriore aumento nei prezzi di beni essenziali. Il costo del pane, attualmente a 3 euro al chilo, subirà un incremento significativo, raggiungendo i 3,50 euro al chilo. Questo aumento è una diretta conseguenza della situazione in Ucraina, che ha causato un repentino aumento dei prezzi delle materie prime, influenzando diverse industrie, compresa quella alimentare.
La crisi energetica ha colpito duramente i panifici locali, con un aumento esponenziale delle bollette energetiche. Agata Tutino, titolare del panificio ‘Il panettiere’, sottolinea che il costo dell’energia è salito notevolmente, passando da una bolletta bimestrale di 2400 euro a una di 3400 euro. Di conseguenza, i panifici hanno deciso di aumentare il prezzo del pane di 50 centesimi a partire da lunedì.
Oltre al pane, anche altri prodotti alimentari subiranno aumenti significativi. Il presidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco, avverte che l’intera filiera produttiva è sotto pressione, con stime che indicano una potenziale perdita del 15% del valore aggiunto prodotto nel territorio etneo nel 2022. I rincari energetici da soli potrebbero equivalere alla prima tranche di risorse destinate a Catania dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), stimato intorno a 185 milioni di euro.
Non solo alimentari, ma anche il settore dei carburanti è in crisi. L’aumento esasperato del costo del gasolio, causato dalla guerra in Ucraina, sta mettendo in ginocchio le imprese dei gestori di impianti di carburante. Ivan Calabrese, presidente provinciale di Figisc-Confcommercio, sottolinea che il margine di guadagno dei gestori è calcolato sull’erogato, che è diminuito del 40% dall’inizio della pandemia. La situazione è aggravata dal fatto che, nonostante la diminuzione dell’erogato, i gestori non hanno ricevuto indennizzi statali, mettendo a rischio la sostenibilità economica del settore.
In sintesi, i cittadini catanesi si preparano ad affrontare una nuova ondata di aumenti che colpiranno i prodotti alimentari di base e il carburante, mettendo a dura prova la stabilità economica locale.
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