
Il giorno dopo il passaggio del ciclone Harry in Sicilia si fa la conta delle devastazioni causate dalle mareggiate. Oltre mezzo miliardo di euro di danni stimati lungo più di 100 chilometri di costa ionica. Strade litoranee distrutte, stabilimenti balneari devastati, abitazioni e strutture portuali gravemente compromesse. Il presidente della Regione Renato Schifani ha fatto il punto sull’emergenza insieme al capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina.
«Stanno arrivando le notizie sui danni che, purtroppo, sono molto gravi su oltre 100 chilometri di litorale ionico – ha dichiarato Schifani –. Parliamo di strade litoranee, stabilimenti turistici e balneari, abitazioni e strutture portuali. Da una prima valutazione siamo già nell’ordine di oltre mezzo miliardo di euro». Il governatore ha convocato per giovedì 22 gennaio una seduta straordinaria della giunta per deliberare lo stato di crisi di emergenza regionale e chiedere al governo centrale la dichiarazione di emergenza nazionale.
Il presidente ha ringraziato la Protezione civile regionale, i volontari, i Comuni, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e le migliaia di persone impegnate senza sosta nelle ore più difficili dell’emergenza, sottolineando che «il sistema di Protezione civile, coordinato dalla Regione in raccordo con prefetti e sindaci e con il supporto della Protezione civile nazionale, ha operato in modo efficace, consentendo di evitare la perdita di vite umane».
Catania tra le città più colpite. Le aree maggiormente interessate sono risultate i litorali di viale Kennedy alla Plaia, Ruggero di Lauria e Artale Alagona a Ognina, il borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti e le strade limitrofe. Le mareggiate hanno trascinato barriere di protezione, detriti e grandi quantità di sabbia. Decine i nuclei familiari evacuati dalle abitazioni dei villaggi a mare della Plaia, dove l’esondazione dei torrenti Buttaceto e Acquicella ha provocato l’allagamento della strada statale 121, mentre il fiume Simeto ha superato in alcuni tratti i livelli di guardia riversandosi nelle aree limitrofe.
Il sindaco Enrico Trantino ha effettuato sopralluoghi nelle zone più colpite ed è in costante contatto con il governo nazionale e regionale e con l’unità di crisi presieduta dal prefetto di Catania per segnalare l’entità dei danni. Centinaia di interventi per la rimozione di alberi e rami caduti, l’eliminazione delle situazioni di pericolo e l’assistenza alle persone in difficoltà, in particolare alle famiglie costrette ad abbandonare le abitazioni e ai senza fissa dimora. Ferrovia interrotta sulla costa ionica.
Il ciclone Harry ha colpito duramente anche le infrastrutture. La rete ferroviaria sulla costa ionica della Sicilia è stata danneggiata nella zona di Scaletta Zanclea, nel Messinese, e i collegamenti tra Messina, Catania e Siracusa risultano interrotti. In alcuni tratti il terrapieno è stato distrutto dalla forza del mare. Per le avverse condizioni meteo non è ancora possibile operare in sicurezza sui tratti colpiti, ma i tecnici di Rfi sono già impegnati nei sopralluoghi per valutare l’entità dei danni e gli interventi necessari.
Danni ingenti anche a Ustica, dove la mareggiata ha colpito le infrastrutture portuali. Le onde altissime hanno provocato danni gravi anche nel porticciolo della zona del cimitero. Le strutture in ghisa realizzate un mese fa per rendere più sicuro l’attracco sono state portate via dal mare.
In provincia di Siracusa si contano oltre 220 interventi dei vigili del fuoco in 48 ore. Una tromba d’aria ha colpito Brucoli (Augusta): tetti divelti, barche danneggiate, locali sul mare devastati. Ad Augusta circa 800 utenze sono rimaste senza energia elettrica e il Lungomare Rossini, recentemente ristrutturato, è stato danneggiato. A Siracusa è crollato un tratto del muraglione di via Arsenale sulla scogliera. Il mare ha devastato il porto Piccolo di Ortigia: distrutti i pontili galleggianti, materiale riversato in mare e pericoloso per la navigazione, alcune barche affondate nonostante gli ormeggi rafforzati.
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