
Lo hanno visto fermo, sul ciglio della strada, dopo avere appiccato il fuoco all’erba secca. Alla vista della pattuglia dei carabinieri, è saltato in auto, ed è scappato. Mentre uno dei militari si è messo all’inseguimento del fuggitivo, l’altro militare invece si è prodigato con l’estintore in dotazione, riuscendo a circoscrivere il rogo. L’inseguimento del piromane si è concluso dopo circa 10 chilometri quando, nei pressi di Raffadali, dove l’uomo è stato fermato. Ad illustrare i particolari è stato il comandante della Compagnia di Canicattì, il capitano Luigi Pacifico, nel corso di una conferenza stampa.
A immobilizzarlo dopo una colluttazione, è stato il maresciallo capo Vincenzo Merlino, comandante della Stazione di Sant’Angelo Muxaro che, da solo, riuscendo a vincerne la resistenza. Il 32enne è stato perquisito ed è stato trovato in possesso di una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e punzonata, dotata di due caricatori con complessivi 14 proiettili, 2 coltelli a serramanico di genere vietato e un accendino. 
A finire in manette un pastore, 32enne, di Santa Elisabetta, arrestato per incendio doloso e detenzione illegale di armi. L’uomo, secondo l’accusa, ha appiccato il fuoco su un terreno di contrada “Giardinello” fra Sant’Angelo Muxaro e Raffadali. Nella successiva perquisizione domiciliare, i militari dell’Arma della compagnia di Canicatti’ hanno invece ritrovato, nascosto nell’armadio della camera da letto, un fucile da caccia, calibro 16, illegalmente detenuto. Per cui si è proceduto al ritiro di altri 4 fucili, che il sabettese deteneva legalmente. L’indagato ha sostenuto d’aver trovato casualmente quel fucile in campagna. Su disposizione della Procura di Agrigento, l’indagato e’ stato posto ai domiciliari.
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