A gestire lo smercio di “fumo”, in una delle piazze di Favara, per mesi sarebbero state due ragazze. Pensavano all’approvvigionamento dello stupefacente, e una volta portato in paese, una parte l’avrebbero smistato ad altri soggetti-pusher, e l’altro quantitativo erano loro stesse ad occuparsi di spacciarlo. L’operazione, con 15 misure cautelari, era scattata il 9 giugno del 2020.Adesso i sostituti procuratori Gloria Andreoli e Sara Varazi hanno chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 14 persone coinvolte, a vario titolo, nel blitz denominato “Casuzza”, eseguito dal personale della squadra Mobile di Agrigento, su un vasto giro di spaccio di sostanze stupefacenti tra la città dei Templi, Favara e Canicattì. Complessivamente sono 72 gli episodi di spaccio contestati.
Il prossimo 28 ottobre il Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta a carico di Michele Bongiorno, 30 anni; Alisea D’Ippolito, 20 anni; Vanessa Fallea, 29 anni; Gabriele Gramaglia, 25 anni; Alexsandru Adonis Hoamea, 29 anni; Giovanni Lombardo, 27 anni; Bah Ousmane, 21 anni; Carmelo Papia, 34 anni; Floriana Pia Pullara, 21 anni; Cristina Schembri, 24 anni; Antonio Sciortino, 45 anni; Calogero Sorce, 28 anni; Angelo Stagno, 28 anni; Domenico Stagno, 21 anni. Tutti gli indagati sono di Favara, tranne Bah Ousmane della Guinea, domiciliato in una struttura di accoglienza del Villaggio Mosè, richiedente asilo politico.
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