“Abbiamo subito escluso la pista mafiosa, e sin dall’inizio abbiamo inquadrato dei contrasti in ambito familiare, personali ed economici. I due (Salvatore Lupo e Giuseppe Barba) avevano avuto dei diverbi in passato fino all’ultima discussione, una settimana prima dell’omicidio, proprio davanti a quel bar, dove c’era stata una lite verbale e fisica, che avrebbe rappresentato il culmine della sopportazione”. Lo ha detto il maggiore Marco La Rovere nel corso della conferenza stampa dove sono stati resi noti i particolari dell’omicidio dell’imprenditore favarese Salvatore Lupo, ammazzato nel giorno di ferragosto all’interno del bar di via IV Novembre.
Fermato questa notte l’ex suocero della vittima, Giuseppe Barba, 66enne, di Favara. “Abbiamo subito acquisito i filmati delle telecamere della zona – continua il maggiore La Rovere -, e si vede una macchina che si avvicina davanti l’esercizio commerciale, e da quel mezzo scende una figura, non ben definita, e all’improvviso scappavano un certo numero di persone, quasi impaurite da qualcosa, e si può immaginare il rumore della pistola, per poi questa macchina ripartire. Il riscontro principe, a livello tecnico, lo abbiamo avuto con lo Stub (il tampone adesivo che cattura le particelle da polvere da sparo). Avevamo fatto questo accertamento già la sera stessa dell’omicidio e già dall’inizio avevamo inquadrato le vicissitudini in ambito familiare, sia di tipo personale che economico”.
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