La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta con l’acquisizione della cartelle cliniche per la morte di Loredana Guida, la giornalista e docente 44enne morta martedì scorso di malaria all’ospedale di Agrigento. Il fascicolo – per l’ipotesi di reato di omicidio colposo – è a carico di ignoti.
I familiari di Loredana Guida, assistiti dall’avvocato Daniela Posante, hanno presentato un esposto alla Procura per chiedere di fare luce su eventuali responsabilità e negligenze del personale sanitario.
I parenti della donna avrebbero formalizzato una denuncia informando gli inquirenti che Loredana si era presentata al pronto soccorso con la febbre alta e aveva fatto presente ai medici di essere stata in Africa.
La Regione ha già disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche.
Ecco intanto cosa fanno sapere dalla direzione strategica dell’Asp di Agrigento:
“La signora G. L. si presentava presso il pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento il giorno 15.01.2020 e registrata in triage alle ore 11:41, in codice verde, per ‘riferito stato influenzale. La paziente riferisce di essere stata in Africa qualche giorno fa’.
Visitata alle ore 15:35, presentava febbre ed eseguiva esami di laboratorio di routine e radiografia del torace che non evidenziavano sostanziali anomalie, fatto salvo un lieve rialzo di un indice ematico aspecifico di flogosi.
Dopodiché la paziente sottoscriveva, sul foglio di dimissione, la decisione di rifiutare di proseguire l’approfondimento dell’iter diagnostico.
La stessa ritornava, nel primo pomeriggio del 20, in codice ‘rosso’, in stato di coma, allo stesso pronto soccorso, venendo ricoverata presso la Terapia intensiva. Il successivo giorno 21 veniva ipotizzata la diagnosi di ‘malaria’, confermata da un test immunocromatografico eseguito lo stesso giorno e validata dall’istituto di Microbiologia dell’Università di Palermo come ‘malaria da plasmodium falciparum’.
Veniva messa in atto una terapia specifica concordata, tra l’altro, con il direttore dell’istituto di Malattie Infettive del Policlinico di Palermo. Tale terapia veniva peraltro confermata dall’istituto nazionale di Malattie Infettive ‘Spallanzani’ di Roma, tutti opportunamente contattati.
Nei giorni seguenti, pur con tutte le terapie messe in atto, le condizioni cliniche della paziente peggioravano progressivamente, fino all’exitus.
La direzione sanitaria di questa azienda ha comunque istituito una commissione interna per la verifica e valutazione di tutto il percorso assistenziale della paziente”.
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