Un terzo degli studenti siciliani (51.560) che si iscrivono al primo anno di Università scelgono un ateneo al di fuori della regione siciliana: nell’ordine Lazio, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte.
Per il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, sono troppi. E allora ha già ricevuto a Palazzo d’Orleans i rettori delle quattro università siciliane: Palermo, Catania, Messina ed Enna.
Alla riunione hanno partecipato anche gli assessori alle Finanze Gaetano Armao, all’Istruzione e Formazione professionale Roberto Lagalla e alla Salute Ruggero Razza, oltre al segretario generale della Presidenza della Regione Maria Mattarella.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come i temi dell’istruzione e della ricerca universitaria siano considerati prioritari per la formazione e l’occupazione dei giovani, per arginare la ‘fuga dei cervelli’ e favorire l’accesso al mondo del lavoro.
Si intente invertire questo trend – è stato sottolineato da tutti – puntando sull’attrattività delle università.
I temi che i rettori hanno evidenziato riguardano principalmente l’edilizia residenziale per gli studenti fuori sede, le borse di studio, il miglioramento dei servizi, la ricerca e il rafforzamento dei rapporti con il mondo del lavoro per gli sbocchi post laurea.
Già nei prossimi giorni verranno istituti e convocati diversi tavoli tematici che vedranno coinvolti anche altri rami dell’amministrazione regionale. Un nuovo incontro con i quattro rettori si terrà invece dopo l’approvazione del Bilancio e della legge di stabilità del 2018.
”Le università siciliane – ha concluso Musumeci – possono diventare polo di attrazione per gli studenti stranieri provenienti anche da Paesi lontani come la Cina. Dobbiamo cogliere l’opportunità della centralità dell’Isola nel bacino euroafroasiatico per ricavarne una ricaduta in termini economici di crescita del territorio”.
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