Era il 10 dicembre 2015 quando la Guardia di Finanza di Agrigento realizzò il blitz ”Duty Free” che tanto clamore mediatico e politico portò nell’Isola. Coinvolti nella vicenda personaggi di spicco in provincia di Agrigento, ovvero: l’imprenditore Marco Campione, legale rappresentante di Girgenti Acque, e l’allora direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento Pietro Pasquale Leto.
Tangenti, favori e quant’altro, le accuse che vennero mosse a vario titolo agli indagati, 24 in tutto.
L’operazione ”Duty free” (tradotto dall’inglese ”niente imposte”) scaturì da un’indagine molto più vasta, scattata nel 2012, che colpì al cuore l’ufficio delle Agenzie delle Entrate di Agrigento.
Nelle scorse ore sono emerse altre importanti novità: dei ventiquattro indagati sette hanno scelto il rito abbreviato. A optare per questa scelta è stato proprio Pietro Pasquale Leto, assieme alla figlia e a Marco Campione; oltre a loro, anche altri quattro coinvolti nell’inchiesta; si tratta di Bruno, Caci, Migliaccio e Lombardo.
Per i sette la requisitoria avrà luogo il prossimo 5 maggio. Per gli altri 17 il processo continua il 31 marzo.
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