”Democrazia partecipativa: si avvisano gli utenti che il sondaggio sarà riproposto nei prossimi giorni”.Questo è l’avviso visionabile sul sito internet del Comune di Agrigento.
Risale a ieri infatti la chiusura anticipata e l’azzeramento dei voti espressi in merito a come investire i fondi, quasi 56mila euro, che l’Ente ha ottenuto dalla Regione Siciliana per spenderli, tramite la formula della ”Democrazia Partecipata”, in opere di interesse collettivo. Sarebbe già la seconda volta che la votazione non andrebbe a buon fine.
La decisione dell’amministrazione sarebbe giunta poche ore dopo una polemica sorta da un problema riscontrato da alcuni utenti, gli stessi che avevano votato già la prima volta, i quali lamentavano l’impossibilità di esprimere la propria preferenza. A quanto pare il sistema avrebbe letto il loro tentativo di votare come un tentativo di rivotare.
In totale i voti registrati fino alla chiusura del sondaggio sarebbero stati poco più di 700, circa l’1% della popolazione agrigentina. Ci sarebbero stati inoltre una ventina di utenti che avrebbero ”tentato” di forzare il sistema per cercare di votare più volte, tentativo però fallito, come assicura il sindaco di Agrigento Lillo Firetto.
”È giusto annullare tutto perché per me contano sopra ogni cosa trasparenza e chiarezza – affermerebbe il primo cittadino –. Non abbiamo ancora stabilito il nuovo metodo di voto, è un dato di fatto che non ci sono piattaforme o programmi inattaccabili in internet. Cercheremo un migliore sistema che non sarà comunque perfetto. Sto consultando esperti del settore – conclude il sindaco – ma fino a quando non capiremo il metodo da adottare non avremo una data di riapertura”.
Si starebbero valutando anche modalità alternative per l’espressione del voto. Oltre a quello telematico, non è da escludere la possibilità di affiancargli anche una sede ”fisica” dove chi non ha la possibilità di accedere a internet potrà recarsi per esprimere la propria preferenza.
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