Le indagini relative all’operazione nominata ”Up and Down”, ovvero dall’alto verso il basso, sono state condotte tra aprile e novembre 2014 dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Agrigento e dalla Tenenza di Favara con il coordinamento del dr. Claudio Camilleri della Procura della Repubblica della DDA di Palermo.
Queste avrebbero portato alla luce le attività di un’organizzazione criminale operante nella provincia, nonché un giro di droga che dal Belgio scendeva verso l’Italia, attraverso dei corrieri ignari di trasportare lo stupefacente, per arrivare infine a Favara, dove la merce veniva poi contrabbandata agli spacciatori locali.
Capo della banda risulterebbe essere il favarese Carmelo Fallea, di 41 anni, che avrebbe acquistato la droga ”leggera” di tipo hascisc da soggetti palermitani dei quali sarebbe stato referente Vincenzo Giudice, ritenuto dagli inquirenti ai vertici della cosca mafiosa ”Pagliarelli” di Palermo e già tratto in arresto nel 2015 nell’ambito dell’operazione ”Verbero”.
Per la ”cocaina” invece Fallea avrebbe fatto affidamento ai grossisti del Belgio che avrebbero spedito a cadenza mensile la droga all’interno di pacchi tramite società di trasporti e traslochi che compiono regolarmente viaggi da e per il Belgio, anche in questo caso ignari di farlo.
A quanto pare, risulterebbero numerosi i tentativi dell’organizzazione di contattare gli esponenti della ‘ndrangheta calabrese di Rosarno e i trafficanti operanti in Emilia Romagna per espandere il giro d’affari.
Le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono dunque il già citato Carmelo Fallea, i favaresi Calogero Presti, di 43 anni, e Carmelo Vaccaro, di 38 anni, e l’empedoclino Stefano Sacco, di 52 anni. Ai domiciliari invece il favarese Gaspare Indelicato, di 34 anni, e la marocchina Rania El Moussaid. L’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Sia i detenuti in carcere che i ”domiciliati” sono stati ascoltati ieri durante l’interrogatorio di garanzia dal Gip del Tribunale di Agrigento; tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
L’indagine ”Up and Down” ha visto indagate ma non raggiunte da provvedimento cautelare altre 12 persone. Una operazione conclusasi dopo circa 2 anni con gli arresti già elencati, ma non si escludono ulteriori sviluppi nel prossimo futuro.
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