Dopo la replica dell’assessore comunale di Favara Lillo Attardo alle note di Antonio Palumbo, segretario provinciale della Rifondazione Comunista, e delle consiglieri comunali Marilì Chiapparo e Rossana Castronovo, registriamo un altro intervento dell’ex candidato sindaco di Favara Antonio Palumbo.
”Abbiamo sostenuto che le spiegazioni date dal vicesindaco non ci convincevano e infatti si è prontamente autosmentito –dice Palumbo. Adesso l’assessore Attardo cambia versione sull’aumento del costo del servizio di conferimento rifiuti: se prima parlava di 806 mila euro ai quali si aggiungevano i maggiori costi per il trasporto per un totale di 400 mila euro, adesso Attardo –continua Palumbo– parla di 403 mila euro più il costo di trasporto di 135 mila euro. Ad ogni modo –continua l’ex candidato a sindaco– rimangono ancora delle domande alle quali vorremmo l’assessore rispondesse e questa volta in modo corretto e documentato. A che cosa corrisponde e a che cosa è dovuta la somma di 440.000,00 euro citata dall’assessore nella sua replica?”.
Palumbo chiede ad Attardo di pubblicare nel dettaglio il costo derivante dall’aumento della spesa del personale.
”La poca chiarezza e trasparenza delle cifre –continua– rischia di lasciare la città nel dubbio che l’aumento di 213.000,00 euro per la spazzatura e il lavaggio delle strade siano dovuti esclusivamente al lavoro straordinario fatto dalle ditte per garantire allo stesso di farsi i ”selfie” su Facebook”.
Rifondazione Comunista vorrebbe sapere inoltre nel dettaglio perché il costo della raccolta sia aumentato di 430 mila euro e a cosa corrispondono i costi generali di gestione aumentati di 338 mila euro. Inoltre chiede di sapere a quanto ammonta esattamente il risparmio derivante dalla differenziata.
Nella sua nota Palumbo fa anche delle precisazioni e considerazioni. ”Il numero degli autocompattatori è stato diminuito perché la Regione Sicilia –dice– ha diffidato il Comune per l’elevato numero di mezzi utilizzati e non quindi per una scelta coraggiosa dell’amministrazione, ma un atto dovuto.
Avevate la responsabilità di intervenire immediatamente per evitare che il costo diventasse insostenibile per i cittadini e il dovere di controllare la congruità del costo e dei servizi –dice Palumbo– invece vi siete limitati, nel solco della continuità, a ratificare quello che la Regione e le ditte hanno deciso per noi”.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie

