Recuperare le nostre radici, portando il passato al presente, attraverso le nuove generazioni. Questo l’intento della prof.ssa Franca Vitello con il suo scritto ”Terra di zagara, Terra d’Amuri”.
Pubblicato nell’aprile 2016 è già in adozione in diversi Istituti Comprensivi.
Ieri pomeriggio la presentazione del libro nell’aula magna della sede di Villa Genuardi del Polo Territoriale Universitario della provincia di Agrigento.
Le 288 pagine del libro, con i suoi contenuti in lingua siciliana e con traduzione in lingua italiana, sono il risultato di lunghe e pazienti ricerche sulla sicilianità di altri tempi della prof.ssa Vitello. La sicilianità come conoscenza, rivalutazione e recupero filologico, linguistico e di identità personale è stata sempre una passione che lei ha coltivato attraverso ricerche di motti, detti, proverbi, filastrocche, usanze e credenze del mondo di ieri dove vede impresse le proprie radici che ha cercato di trasmettere anche ai propri alunni attraverso letture, drammatizzazioni e interviste ai nonni e alle persone anziane.
La prof.ssa Vitello, docente di Materie Letterarie, nasce ad Aragona ma ha praticamente vissuto a Favara. È componente di diverse associazioni letterarie del territorio agrigentino, membro attivo di Giurie Letterarie di poesia e narrativa, in vernacolo e in lingua italiana. Ha anche partecipato a competizioni di poesia e narrativa conseguendo validi riconoscimenti in Italia e all’estero.
Durante la presentazione del libro, alla presenza anche del sindaco di Favara Anna Alba, ci sono stati diversi interventi tra cui quello di Lucio Melazzo, presidente del Polo Territoriale Universitario di Agrigento, Enzo Alessi, regista e scrittore, Nino Seviroli, cuntacantastorii, Nenè Sciortino, cantore tradizioni popolari, e il Gruppo Fabaria Folk, che si è esibito in balli tipici locali.
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