Cemento depotenziato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti si è espressa dichiarando inammissibile la richiesta di risarcimento danni, per un valore di oltre 15 milioni di euro – 10 milioni e mezzo come danno patrimoniale e 5 milioni come danno non patrimoniale – avanzata dall’Asp di Agrigento nei confronti di cinque direttori dei lavori e collaudatori.
La richiesta di risarcimento, patrocinata dall’avvocato Alfredo Galasso, riguardava gli ingegneri Francesco Lusco, Antonio Raia, Francesco Iovino, Francesco Miccichè e Girolamo Traina, ed è da ricollegarsi allo scandalo del cemento depotenziato rilevato dalla struttura dell’ospedale di Agrigento San Giovanni di Dio, culminato il 25 luglio 2009 con il sequestro preventivo dell’edificio ospedaliero.
Le indagini coinvolsero le ditte esecutrici dei lavori, professionisti e funzionari. Furono attenzionati anche quattro appalti che erano stati eseguiti in contrada Consolida tra il 1987 e il 2004.
L’Ausl si rivolse anche al tribunale civile di Agrigento. Il 23 luglio del 2005 il tribunale, dopo una consulenza tecnica grazie alla quale è stata accertata la causa del degrado della struttura ospedaliera ”nell’utilizzo di calcestruzzo di qualità inferiore a quella promessa”, condannò due imprese a risarcire i danni, ma dichiarò il difetto di giurisdizione riguardo la posizione dei cinque professionisti.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie

