Al via oggi il processo al Tribunale di Agrigento nei confronti dei due medici che nella notte tra il 16 e 17 dicembre del 2012 ebbero in cura il 19enne Vincenzo Rigoli, deceduto all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dopo un incidente stradale.
Gli imputati sono il primario Salvatore Napolitano e il chirurgo Sergio Sutera Sardo.
Il Gip Alessandra Vella aveva disposto l’imputazione coatta dei due medici, poi il Gup Francesco Provenzano ha provveduto a emettere dispositivo di rinvio a giudizio.
Processo che sarebbe dovuto iniziare già lo scorso mese di giugno e che invece ha subito un rinvio per un vizio di forma. Fra gli atti a fascicolo in possesso del giudice Infantino è stata riscontrata l’assenza di notifica da parte della cancelleria ai due imputati.
Ricordiamo che l’incidente avvenne il 16 dicembre del 2012 sulla SS 640, in contrada Gasena, intorno alle 23.00. Portato in ospedale, Vincenzo morì dopo le 2 della stessa notte per uno shock emorragico nella sala operatoria dell’ospedale di Agrigento.
“Sono già trascorsi quasi quattro anni dalla morte di Vincenzo –dicono papà Giuseppe e mamma Michela – e, finalmente, sembra che sia stata imboccata la giusta strada per addivenire alla verità su quanto effettivamente accaduto quella notte tra le mura del San Giovanni di Dio e avere giustizia per nostro figlio. Abbiamo fornito prova certa, con l’encomiabile ausilio sia dei nostri legali che dai nostri periti, – spiegano i genitori – di tutte le manchevolezze, le discrasie, gli atteggiamenti di negligenza e imperizia che determinarono la morte di nostro figlio, il quale, dati scientifici alla mano, se opportunamente trattato, avrebbe avuto ben oltre il 70 per cento di chance di vita. Continuiamo a credere e confidare nella giustizia. Niente e nessuno –concludono– potrà ridarci indietro nostro figlio, ma abbiamo lottato e continueremo a farlo con forza e determinazione affinché tutto ciò non abbia più a verificarsi”.
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