Processo sul crollo della palazzina di via del Carmine a Favara dove, nel 2010, morirono le sorelline Bellavia.
L’avv. di parte civile della famiglia colpita dal tragico lutto Daniele Re chiede due milioni di euro di risarcimento danni a tutti gli imputati. Richiesta avanzata al collegio di giudici, presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni con a latere Maria Alessandra Tedde e Giancarlo Caruso.
“Il dramma dei signori Bellavia –dice l’avvocato– non è solo un dramma di una famiglia tragicamente colpita dal crollo di una palazzina che, alcuni anni fa, ha causato la morte delle loro due piccole figlie. È infatti il dramma di intere comunità costrette a vivere nei sempre più fatiscenti e degradati centri storici dei nostri paesi e delle nostre città. È dunque una gravissima questione sociale e politica quella che questa tragedia invoca a gran voce. Che giustizia sia allora fatta ma che si vada oltre lo spazio angusto del processo penale, individuando le vere responsabilità storiche del disastro urbano al quale assistiamo ormai impotenti e assicurando quegli interventi straordinari che solo il sistema finanziario nazionale è in grado di sostenere. Non si può infatti non ricordare –conclude l’avv. Re in un post su internet– che tragedie come quella dei signori Bellavia sono l’inevitabile risultato di una precisa scelta che, nei decenni del cosiddetto boom economico, invece di mirare al recupero dei centri storici, un tempo cuore pulsante dei nostri tessuti urbani, ha consentito la creazione di quei moderni insediamenti urbani che, addossati ai vecchi borghi, hanno spesso finito col deturparne l’armonia”.
Ricordiamo che nel processo sono imputati ex amministratori e funzionari del Comune di Favara, nonché la proprietaria e il possessore dell’immobile.
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