Non vi sarebbe alcun collegamento con famiglie mafiose. Avrebbero agito con metodo mafioso presentandosi come appartenenti a Cosa nostra per essere più convincenti nelle richiese estorsive.
È quanto sostiene il Pubblico Ministero della DDA di Palermo Emanuele Rovaglioli che chiede la condanna di due palmesi. Si tratta di Giovanni Alotta, di 32 anni, accusato di tre episodi di estorsione; per lui sono stati chiesti 7 anni e 6 mesi di reclusione. L’altro palmese è Calogero Amato, accusato di un solo episodio; Rovaglioli chiede per lui 4 anni di reclusione.
Una terza persona, Giuseppe Mulè, di 48 anni, giudicato col rito abbreviato, è stato già condannato in Appello a 5 anni e 10 mesi di carcere.
La vicenda risale al 2012. Uno degli episodi riguarda la presunta richiesta di estorsione a danno del farmacista Claudio Miceli. Gli altri vedono vittime un commerciante cinese e l’amministratore di una catena di supermercati.
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