Tentato omicidio ieri sera a Favara. Vittima dell’aggressione il favarese Emanuele Di Dio, di 37 anni. In manette è finito Gaspare Vecchio, di 36 anni. Per lui le accuse sono oltre che di tentato omicidio anche di porto illegale di arma bianca e oggetti atti ad offendere, violenze, minacce e resistenza a pubblico ufficiale.
Brillante l’operazione eseguita dei militari della Tenenza di Favara, diretta dal Luogotenente Giuseppe Tararà. Attività iniziata ieri sera intorno alle 19.30 dopo una telefonata e conclusa stamattina alle 5.00.
9 ore e mezza di incessante lavoro investigativo che ha portato all’arresto di Gaspare Vecchio.
Su segnalazione delle moglie di Di Dio, i militari si sono portati nell’abitazione dell’uomo trovandolo riverso per terra e pieno di sangue. Chiamati i soccorsi è stato portato in ambulanza all’ospedale di Agrigento. Diversi i colpi di oggetti contundenti, sopratutto alla testa, che lo avrebbero raggiunto. A casa di Di Dio i carabinieri hanno trovato ancora a terra un coltello di 20 cm di sola lama e uno scalpello da muratore della lunghezza complessiva di 34 cm. Sarebbe stato quest’ultimo oggetto a colpire l’uomo. A disarmare Vecchio sarebbe stata la moglie di Dio Dio.
Avviata l’attività investigativa e messisi alla ricerca, i militari hanno trovato Gaspare Vecchio nella sua abitazione. Secondo gli investigatori l’uomo, una volta arrivato a casa, si sarebbe spogliato dei vestiti indossati durante l’agguato. I militari infatti avrebbero trovato dei jeans, una maglietta e una tovaglia da bagno ancora intrisa di sangue all’interno della lavatrice. Invitato a venire in caserma Vecchio si sarebbe opposto. Durante il fermo ci sarebbero state delle colluttazioni. Due militari, di cui uno lo stesso Tararà, sarebbero rimasti lievemente feriti. Ferito anche Vecchio.
Di Dio e Vecchio si conoscevano già. In passato erano rimasti coinvolti nell’ambito dell’operazione “Subutex” portata avanti dai carabinieri della Tenenza di Favara nell’aprile 2009.
Espletate le formalità di rito, Vecchio è stato portato in carcere ad Agrigento in attesa di convalida dell’arresto.
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