In attesa che dal Ministero giungano le attese risposte sulla richiesta del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, decisioni da cui dipenderà la sorte economica dell’Ente Comune di Favara, questa sera ad aula “Falcone Borsellino” torna a riunirsi la pubblica assise cittadina. I consiglieri sono chiamati ad esprimersi sul rendiconto della gestione del Comune dell’anno scorso.
Tra i punti all’ordine del giorno anche l’approvazione delle tariffe TASI per il 2015 e la surroga, l’ennesima, di un consigliere comunale dimissionario con il primo dei non eletti nella sua stessa lista.
Recentemente, l’amministrazione comunale di Favara, tra i banchi d’aula, aveva incassato una sconfitta relativa al piano economico finanziario del servizio raccolta dei rifiuti solidi urbani anno 2015 che è stato bocciato dai consiglieri.
Successivamente il sindaco, provocatoriamente, aveva invitato i consiglieri dell’opposizione a seguire la stessa linea politica anche per il conto consuntivo. (Bocciandolo i consiglieri comunali andranno a casa mentre il sindaco rimarrà in carica).
Non volendoci addentrare nelle recenti polemiche innescatesi tra amministratori e consiglieri, riteniamo invece interessante fare alcune riflessioni sul ruolo che questo consiglio comunale ha in questo momento.
Dallo scorso mese di marzo il consiglio comunale di Favara, che già, probabilmente, non godeva della stima di molti cittadini, ha nettamente perso la propria identità dopo le dimissioni di diversi membri di aula “Falcone Borsellino”.
Dimissioni, surroghe, rinunce e nuovi ingressi che, probabilmente, più che alla volontà degli elettori, farebbero pensare a una partita di calcio.
Nonostante il camaleontico consiglio comunale, l’amministrazione è comunque riuscita ad arrancare qualche risultato (come quello di aumentare le tasse), malgrado le note stampa di fuoco di alcune parti dell’opposizione.
La politica favarese purtroppo, ed è il caso di dirlo, è rimasta miope ai tanti problemi presenti in città, tirando dritta per la sua strada e non pensando ai veri bisogni della gente.
In consiglio sono state aumentate, su proposta di questo sindaco e di questi assessori, tasse su tasse. Purtroppo questa legislatura non sarà ricordata come quella che ha risolto grandi problemi, poiché non è riuscita neanche a risolvere quelli elementari. Nel calderone, cari politici, ci siete tutti, maggioranza e opposizione, ad eccezione forse di qualcuno.
Per questo in tanti vi hanno chiesto di staccare la spina e di andare a casa per il vero bene del paese.
Tutt’oggi i partiti della fantomatica opposizione hanno ancora il potere di chiudere questa esperienza e chi ritiene di aver fatto bene per la sua città può riproporsi al voto popolare senza timore. Sì, perché mancano solo 8 mesi alla fine della scadenza naturale. I cittadini, oramai stanchi dei tanti proclami inutili, sono già rassegnati e attenderanno con pazienza ancora questi mesi. D’altronde ne hanno avuta per oltre quattro anni, figuriamoci se non l’avranno per soli 8 mesi.
L’unica cosa che resta invece a voi consiglieri è quella di uscire in punta di piedi, portandovi dietro sindaco e assessori. Solo così, forse, potrete ancora avere un briciolo di compassione dai vostri concittadini.
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