Secondo giorno di chiusura a Favara della piscina comunale di c.da Pioppo.
L’assenza dei sette contrattisti, su cui grava la scure del licenziamento, ha indotto i responsabili a disporre la chiusura dell’impianto.
La piscina, da come si legge nell’avviso posto in loco e pubblicato anche sul sito istituzionale del Comune di Favara, forse doveva riaprire oggi, ma così non è stato.
Il rinvio della risposta da parte della Commissione Ministeriale, dal cui esito dipende il futuro occupazionale dei 69 precari dell’Ente, causa quindi il rinvio anche della riapertura della piscina.
Dicevamo che i contrattisti in servizio nell’impianto natatorio sono 7: quattro pulizieri, due bagnini e un operatore addetto alla reception, tutti lavoratori contrattisti.
Ci viene al quanto difficile comprendere l’immobilismo dell’amministrazione comunale alla problematica piscina.
Se qualcuno manca quindi non si garantisce il servizio?
E pensare che l’assessore comunale “tuttologo” affermava come l’Ente Comune abbia a disposizione una platea di circa 500 dipendenti. Perché non li spostano?
Basterebbe applicare un turnover: sette operatori mancano, altrettanti devono essere pronti a sostituirli.
Ma siamo a Favara, città nella quale purtroppo, e di questo ce ne rammarichiamo, l’ordinario diventa quasi sempre straordinario.
Intanto gli sportivi non possono continuare gli allenamenti, le persone provenienti da altri centri sono costrette a fare dietrofront e chi ha necessità di utilizzare la vasca per scopi terapeutici deve cercare un’altra piscina.
Il tutto a discapito sia dell’immagine della città che delle casse comunali.
Dal Municipio, naturalmente, nessuna comunicazione in merito. A oggi attendiamo di sapere la data di riapertura al pubblico della piscina comunale in modo da informare i nostri telespettatori.
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