Pena ridotta in appello di quasi due anni per il ventottenne palmese Raimondo Bonfanti, accusato dell’omicidio del pensionato Nicolò Amato, assassinato il 22 aprile 2011, nel giorno del Venerdì santo, in via Pietro Nenni, a Palma di Montechiaro.
I giudici della Corte d’Appello di Palermo hanno ridimensionato la precedente condanna portandola da 18 anni a 16 anni, 2 mesi e 20 giorni.
Raimondo Bonfanti, che nel giudizio ha scelto il rito breve, era imputato anche per il tentato omicidio di Diego Amato, figlio della vittima.
Per l’ omicidio del 64enne sono già stati condannati a 30 anni e 27 anni di reclusione altri due membri della famiglia Bonfanti, ovvero Vincenzo e Nicola, padre e fratello di Raimondo, di 57 e 26 anni.
Secondo gli inquirenti, il movente del delitto fu di natura economica.
Gli Amato erano i proprietari della pizzeria “La Fontana” i cui gestori invece erano i Bonfanti.
Dieci furono i colpi di arma da fuoco esplosi, sette i proiettili calibro 9 indirizzati a Nicolò Amato che ne causarono il decesso e tre invece i colpi che ferirono a un braccio il figlio Diego.
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