Stato di agitazione dei 69 precari in servizio presso il Comune di Favara la cui proroga del rapporto di lavoro con l’Ente scade il prossimo 30 aprile.
Da ieri i 56 ex LSU e 13 PUC si sono radunati in assemblea in Piazza Cavour, davanti alla sede del Palazzo Municipale, per chiedere a gran voce la salvaguardia del loro posto di lavoro. Durante la nostra permanenza sul luogo, davanti agli obbiettivi delle nostre telecamere solo una decina.
Si tratta di dipendenti che svolgono attività chiave per l’espletamento di servizi ritenuti indispensabili per la collettività.
Il destino occupazionale di questi precari è adesso nelle mani della Regione Sicilia. Se da Palermo non si approverà in tempi utili il bilancio, dal prossimo primo maggio gli stessi, dopo circa un quarto di secolo di servizio, potrebbero perdere il lavoro.
La storia del precariato in Sicilia è nota: un esercito di oltre 25 mila lavoratori con la continua promessa della stabilizzazione.
È innegabile che in oltre 25 anni sono stati per la classe politica una fonte primaria da cui attingere in periodi di elezioni.
Il grave deficit economico in cui versa la Regione rischia seriamente di tagliare fuori questi lavoratori, rendendoli vittime di un sistema tutto siciliano del fare politica.
Adesso sarà compito della Politica con la “P” maiuscola trovare una soluzione e salvaguardare il loro posto di lavoro.
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