Si prospettano giorni di feste pasquali incandescenti per il ragioniere generale all’Ars Salvatore Sammartano. Entro martedì prossimo deve consegnare nelle mani del governatore Crocetta il Bilancio, dopo la ferrea richiesta avanzatagli a seguito della vibrante protesta del presidente dell’Ars Ardizzone.Ma nella migliore delle ipotesi, per chiudere il bilancio mancano 700 milioni di euro, nella peggiore, più di tre miliardi.
La versione meno drammatica si ottiene considerando chiusi e “tutti con esiti favorevoli” i tavoli romani già avviati. E il ragioniere generale Sammartano, come l’assessore Alessandro Baccei, al momento ha deciso di ipotizzare il “sì” di Roma.
Ma per recuperare 700 milioni si dovrà “tagliare”. La forbice reciderà pezzi del comparto dei forestali, con oltre 20 mila addetti, i precari degli enti locali, altre 18 mila persone. E, ancora, sulla voce ex Pip, con tremila famiglie, e infine sui Comuni che scaricheranno i tagli sui servizi e sulle fasce deboli.
Così stando le cose, dalla ragioneria dicono che la copertura finanziaria per queste spese sarà garantita soltanto per i primi 8 mesi dell’anno, fino ad agosto cioè, poi da settembre “lo stop”.
La nomina di Graziano Delrio al Ministero delle Infrastrutture rende ancora più difficile il confronto Stato–Regione. Era infatti l’ormai ex sottosegretario alla Presidenza a presiedere il tavolo sui conti. Ma l’atteggiamento del governo Renzi, poco incline a nuove concessioni, non cambierà. La strategia di Palazzo Chigi sembrerebbe essere quella di liberare solo le risorse strettamente necessarie a mettere in sicurezza i conti, mettendo poi in discussione il futuro di Crocetta.
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