Con ordinanza n. 31 del 21 febbraio scorso il sindaco di Favara ordina il divieto di conferimento dei rifiuti solidi urbani in città.
Il motivo è da ricercarsi, scrivono, nell’arbitraria interruzione del servizio di raccolta dei rifiuti da parte degli operatori ecologici.
E accade solo a Favara. La protesta non è infatti allargata a tutti i comuni.
Ricordiamo che i lavoratori, in protesta già da venerdì scorso, vantano la mensilità di gennaio e a breve maturerà anche lo stipendio del mese di febbraio.
Dal Comune fanno sapere di aver diffidato l’ISEDA, capogruppo del raggruppamento delle imprese che gestiscono la raccolta, a ripristinare con immediatezza il servizio.
Nell’ordinanza del sindaco non si scrive una data di fine divieto; durerà fino a quando non verrà ripristinato il servizio di raccolta.
In soli quattro giorni di protesta ecco come si presenta la città: via Berlinguer è ritornata a essere una maxi discarica a cielo aperto, per le strade si vedono sacchi impiccati e spazzatura a terra. Un’immagine indecorosa della città e per lo più con grave danno alla salute degli abitanti.
È inammissibile che nel 2015 possano ancora verificarsi episodi del genere, un po’ perché la discarica è chiusa, un po’ per il poco senso civico dei cittadini, un po’ per mancanza di adeguati controlli, e adesso perché gli operatori non vengono pagati.
Non si capisce perché si pretenda dai cittadini il pagamento delle tasse quando non si è neanche in grado di garantire il più elementare servizio. E in tanti si chiedono: “ma i soldi che paghiamo dove vanno a finire?”
Considerazioni che puntualmente ci e vi proponiamo.
L’assessore comunale Agrò oltre all’Expo si occupi anche della questione rifiuti, che rischia di degenerare ogni giorno di più.
Favaresi, che fare?… Tenetevi la spazzatura in casa fino a quando il primo cittadino non vi ordinerà di poterla buttare!
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