Nuovi particolari emergono sull’omicidio dell’imprenditore di Naro Salvatore Terranova, assassinato lunedì scorso in piazza del Carmine.
L’arma utilizzata nel delitto sarebbe un fucile a pallettoni.
Dei sei colpi esplosi almeno due avrebbero raggiunto alla testa il 55enne mentre era a bordo della sua Jaguar.
L’autopsia disposta dal P.M. Santo Fornasier fornirà ulteriori dettagli.
Intanto le indagini sono passate nelle mani della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.
Salvatore Terranova, meglio conosciuto con il soprannome di “Tito Camumiddru”, secondo alcuni collaboratori di giustizia negli anni ’90 sarebbe stato un fedelissimo di Stefano Marsala, ritenuto il boss della famiglia mafiosa di Naro.
Nonostante le indicazioni dei pentiti, Terranova non era stato mai implicato in nessun processo di Mafia.
Le sue attività e movimenti, comunque, sarebbero state monitorate dalla magistratura.
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