Nuovo appuntamento con la nostra rubrica “La Voce del Cittadino”.
A chiamare in redazione i signori Domenico e Alfonso Simone, titolari di un’attività commerciale sita in via Sant’Angelo a Favara.
Oggetto della loro segnalazione è il pericolo pubblico rappresentato dalla recinzione prospiciente a un’immobile pericolante che da oltre quattro anni restringe la carreggiata della trafficata arteria urbana.
Secondo quanto riferitoci dai signori Simone, nel primo pomeriggio di ieri, domenica 1 febbraio, un mezzo in transito ha sbattuto violentemente contro la struttura in lamiera che contiene l’opera di puntellamento del vetusto edificio.
Il violento impatto, nel punto di scontro, ha scoperchiato i lamierati che si sono deformati e che, sporgendo sulla carreggiata, diventano delle vere e proprie trappole per i passanti, soprattutto per i conducenti di mezzi a due ruote.
I signori Simone da circa due anni chiedono ufficialmente al Comune di Favara di rimuovere la struttura, e lo hanno fatto sia dai nostri microfoni prima e con delle note protocollate al Comune poi, in data 16 luglio 2013 e 21 gennaio 2014.
Fortunatamente nell’incidente di ieri pomeriggio in via Sant’Angelo sembrano non esserci stati feriti ma non è ammissibile affidare sempre alla sorte la speranza che non si verifichino eventi spiacevoli.
Favara è un Comune italiano, la sua organizzazione territoriale quindi è disciplinata secondo le leggi dello Stato come tutti gli altri Enti locali dello stivale.
Come è possibile quindi che dal luglio del 2013 cittadini segnalino al Comune questo pericolo e nessuno di loro abbia ancora dato delle risposte?
Come si spiega il disinteresse delle istituzioni ai pericoli che insistono sul proprio territorio?
In altri periodi avremmo chiuso questo servizio con la classica frase “a chi di competenza le dovute risposte”, oggi però, a essere realistici, visto il silenzio registrato negli anni dagli amministratori, non siamo certi dell’arrivo delle dovute risposte.
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