E arrivano le prime soddisfazioni e compiacimenti dopo la nomina a cardinale di don Franco.
A scrivere è l’assessore regionale, nonché Vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello.
“Mons. Francesco Montenegro –scrive– ha scosso le coscienze, è sceso in campo per la difesa dei più deboli; con un linguaggio semplice e diretto ha conquistato il cuore di noi agrigentini.
La sua nomina a cardinale ci riempie di orgoglio per aver ricevuto l’onore di poter apprendere i suoi grandi insegnamenti.”
A intervenire anche Roberto Di Mauto, capogruppo PdS–MpA all’Assemblea Regionale Siciliana.
“La nomina a cardinale di Monsignor Francesco Montenegro è il giusto riconoscimento per una vita di impegno ecclesiale e sociale; don Franco rappresenta per tutta la nostra comunità un esempio da seguire e uno stimolo a mantenere alto l’impegno a fianco di chi soffre e per lo sviluppo della nostra terra.”
Anche il deputato nazionale del Nuovo Centro Destra, Nino Bosco, ha un messaggio di auguri.
“Porgo le più sincere congratulazioni all’Arcivescovo di Agrigento, –dice.
Questa nomina rappresenta per la Sicilia e per Agrigento motivo di vanto e di grande orgoglio.
Sono certo – conclude il deputato siciliano – che, all’interno del concistoro, saprà rappresentare i sentimenti di fede di tutti.”
“La nomina di Montenegro a cardinale ci riempie tutti d’orgoglio.” A dirlo è il Presidente della Camera di Commercio di Agrigento, Vittorio Messina.
“Apprendo con immensa gioia l’annuncio di Papa Francesco della nomina a cardinale di mons. Francesco Montenegro. Una notizia che è motivo d’orgoglio per l’intera comunità agrigentina. A lui rivolgo le più sincere congratulazioni, certo di interpretare il sentimento di tutto il consiglio camerale.”
Anche la CGIL agrigentina esprime compiacimento per la nomina a Cardinale Elettore.
“Questa nomina – scrive Massimo Raso– ci rende felici e ci inorgoglisce.
Ci piace pensare che attraverso questo gesto venga premiato il suo impegno per gli “ultimi”, in questa che è l’ultima Provincia italiana, l’estrema periferia del Paese e dell’Europa, che vede in Lampedusa la “porta” dell’Europa con il suo carico di drammi e di problematicità.
Non è stato certo un caso –conclude– che Papa Francesco decidesse di iniziare da qui, con la sua prima visita, per marcare la Sua attenzione alle “periferie del Mondo”.
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