Nuova bufera giudiziaria alla Regione Sicilia. Dopo le inchieste “Ciapi” e “Grandi Eventi”, un altro filone di indagini della Procura palermitana,denominata “Operazione IBAN”, ha portato all’arresto di 13 dipendenti dell’Assessorato Regionale alla Formazione accusati a vario titolo di essersi impossessati impropriamente di circa mezzo milione di euro; soldi che dovevano essere invece utilizzati per il pagamento delle imprese che erogano servizi per la Regione.In carcere sono finiti Emanuele Currao funzionario regionale e Mario Avara, imprenditore. Ai domiciliari: Concetta Cimino, dirigente regionale in pensione, Marco Inzerillo, Gualtiero Curatolo, Maria Concetta Rizzo, Maria Antonella Cavalieri, Federico Bartolotta, Vito Di Pietra, Giuseppina Bonfardeci, Giampiero Spallino, Carmelo Zannelli, Michele Ducato, Marcella Gazzelli. Ai domiciliari pure l’imprenditore Amedeo Filingeri. Le indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto Leonardo Agueci, erano partite nel febbraio del 2012 in seguito alle segnalazioni dell’ex direttore della Formazione Ludovico Albert. Pesanti i reati contestati ai dipendenti della regione accusati a vario titolo di truffa aggravata nei confronti dello Stato, turbata libertà degli incanti, falsità materiale e ideologica. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i dipendenti infedeli avrebbero distratto i soldi destinati alle imprese gonfiando le proprie buste paga, rimpinguandole di ore di lavoro straordinario mai svolto. Il Blitz IBAN è scattato nel capoluogo di Regione alle prime luci dell’alba. Ad eseguire gli arresti i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo.
Intanto la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio dei sette indagati dell’inchiesta sul Ciapi, l’ente di formazione regionale che avrebbe intascato illecitamente fondi per progetti mai realizzati. Il rinvio a giudizio è stato chiesto per il manager Faustino Giacchetto, l’uomo che, secondo l’accusa, avrebbe organizzato il sistema per gestire a suo piacimento i soldi, e, tra gli altri, per l’ex assessore regionale Luigi Gentile e l’esponente del Pid, Domenico Di Carlo.
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