Quello di ieri a Lampedusa rischia di essere il naufragio con il più alto numero di vittime nella storia avvenuto nelle acque del Mediterraneo.Oltre 100 i cadaveri recuperati di cui la metà sono donne e bambini, ma il numero è destinato purtroppo a crescere.
Il naufragio documentato, con il maggiore numero di morti, ad oggi è quello avvenuto nella notte di Natale del 1996 a Porto Palo di Capo Passero in Provincia di Siracusa dove le vittime furono 283.
Ritornando a Lampedusa, certo è invece il bilancio dei sopravvissuti: 155 le persone tratte in salvo e che hanno raccontato ai soccorritori i particolari della tragedia.
Il barcone con a bordo circa 500 persone di nazionalità perlopiù somala ed eritrea, era già arrivato vicino alla Costa.
Per segnalare la loro posizione, i migranti avrebbero deciso di incendiare una coperta che però sarebbe divampata sul ponte unto di gasolio. Da lì l’incendio che ha coinvolto il barcone.
Le operazioni di ricerca e soccorso in mare sono proseguite fino a tarda notte.
All’appello, fermi restando i racconti dei superstiti, mancherebbero oltre 200 persone.
In serata i sommozzatori avevano localizzato altri cadaveri ammassati nella stiva dell’imbarcazione affondata che si trova ad una profondità di circa 40 metri.
Intanto il progressivo peggioramento delle condizioni meteo rende più complicate le operazioni di recupero dei corpi, che nella mattinata di oggi sono state sospese. Le ricerche riprenderanno appena il mare lo permetterà.
Le salme trasportate sull’Isola, sono state adagiate in un hangar dell’aeroporto.
In mattinata è giunta a Lampedusa la nave della Siremar partita da Porto Empedocle con a bordo le bare per gli sfortunati migranti.
Il consiglio dei Ministri ha proclamato per oggi il lutto nazionale per le vittime del naufragio di Lampedusa. Bandiere a mezz’asta negli edifici pubblici e un minuto di silenzio nelle scuole.
Intanto la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto una inchiesta per stabilire cause e responsabilità della tragedia. Gli agenti della Squadra Mobile di Agrigento hanno già fermato un 35enne tunisino indicato dai superstiti come lo scafista. L’uomo rischia l’imputazione per strage e favoreggiamento della immigrazione clandestina.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie
